Volkwagen una realta da considerare

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Volkswagen: una realtà da considerare

Chi investe in opzioni binarie, in genere, ha la possibilità di fare incursioni in borsa scommettendo piccole cifre, senza rischiare molto denaro ed ottenendo rendimenti decisamente elevati. Ecco un titolo ed una società su cui si può puntare qualcosa.

In questi ultimi mesi il panorama produttivo del Vecchio Continente è stato gelato dalla crisi ma da tempo si parla del passo indietro fatto dall’industria automobilistica. Eppure non tutti i gruppi sono in condizioni così brutte da perdere liquidità e livello nelle quotazioni.

Facciamo l’esempio di Volkswagen che entro il 2020 – ma anche prima se il sistema lo consente – ambisce a diventare il maggior produttore di vetture del mondo. I suoi conti sono apposto ma quel che la differenzia dal resto dei competitors, vedi Peugeot, Citroen, Opel o Fiat, è la capacità acquisita negli anni di risparmiare.

Oggi dunque, Volkswagen si trova a poter investire un bel po’ di liquidità, circa 50,2 miliardi di euro da destinare alla divisione automotive. L’obiettivo è lo sviluppo di nuovi modelli ma anche l’apertura di nuove fabbriche.

I soldi saranno usati per i 12 marchi che fanno parte del gruppo ma non per le join venture cinesi dove le spese saranno contenute in 1o miliardi di euro. I nuovi stabilimenti saranno costruiti infatti in Russia ma anche in Cina e in Messico.

Volkswagen, lunga vita al metano: resterà almeno 15 anni

Salvato nella pagina “I miei bookmark”

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Confermata la linea del gruppo tedesco, la nuova piattaforma termica debutterà nel 2026 e sarà in produzione fino a oltre il 2035

19 marzo – 17:51 – Milano

Una frase male interpretata – in un momento complicato per l’automotive – ed ecco che per molti addetti ai lavori pare che Volkswagen abbia dato l’addio al metano. L’anno scorso il gruppo di Wolfsburg ha venduto appena 110mila auto a metano nel mondo e quindi la dichiarazione di Frank Welsch, responsabile dello sviluppo di Volkswagen al quotidiano Suddeutsche Zeitung . (“Il mercato non è cresciuto – ha detto – e non si prevede che le cose cambino nel prossimo futuro”) fa pensare che negli anni a venire, il gruppo si limiti a pensare all’elettrificazione. Eliminando tutto il resto, auto a metano comprese. La realtà è ben diversa: la vera rivoluzione partirà tra sei anni come del resto aveva annunciato nel dicembre 2020 Michael Jost, capo della strategia di prodotto Volkswagen. “Nel 2026 comincerà la produzione dell’ultima piattaforma con motore a combustione” disse all’Handelsblatt Automotive Summit Conference.

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Golf 8 anche a metano entro l’anno

Addio quindi al motore termico in meno di dieci anni? Al contrario. Per la scomparsa dei propulsori a combustione sui modelli del gruppo, si dovrà attendere almeno il 2036 ma una data realistica – considerata la vita media delle attuali piattaforme e motorizzazioni compresi gli aggiornamenti – potrebbe essere addirittura il 2040. Entro questa data si faranno le successive valutazioni in termini di volumi e sostenibilità industriale delle piattaforme elettriche in termini di volumi e risposta del mercato. Ma anche normative, emissioni e tecnologie giocheranno un ruolo importante nelle pianificazioni del futuro. Tra tutte le motorizzazioni termiche probabilmente proprio il metano e il benzina sarebbero le candidate per arrivare a ridosso del 2040 mentre il diesel potrebbe sparire un paio di anni prima. Per ora è confermato che entro il 2020 debutterà la versione TGI a metano della Golf 8. L’arrivo è previsto dopo l’estate con presenza fisica in concessionario entro dicembre. Oltre alla visione delle nuove piattaforme del 2026 c’è da scommettere che già ad inzio 2030 ci sarà un piano più preciso e definito in merito, con aggiornamenti che valuteranno da un lato i progressi del settore elettrico e dall’altro studiando anche soluzioni alternative non ultimo i progressi che si faranno nei prossimi 12 anni in tema di droni per trasporto persone e auto volanti. Per questo valutare oggi una dismissione totale del termico nache se fosse nel 2040 appare in ogni caso azzardato.

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problema emissioni

Il tema resta spinoso. Bisogna considerare che per i costruttori, la tecnologia del metano risulta costosa e non aiuta a vincere, per esempio, la sfida del calo delle emissioni. Le auto risparmiano circa il 20% di CO2 rispetto ai tradizionali motori a benzina. Tuttavia, poiché le case automobilistiche devono ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 37,5% entro la fine del decennio, la propulsione a gas può essere poco più di una tecnologia ponte mentre la risposta definitiva deve essere un’altra. Inoltre questi veicoli sono conteggiati come un’auto con combustibile fossile nel bilancio della CO2 dell’intera flotta. Le auto elettriche pure e gli ibridi plug in, invece, contano come veicoli a zero emissioni con volumi di vendita in lenta, ma costante crescita. Senza una reale alternativa.

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poche stazioni

Va detto comunque che i produttori sono praticamente “costretti” a usare gran parte delle risorse per puntare sulla mobilità a batteria ed evitare di incorrere nelle multe previste dall’Unione Europea. L’andamento si riflette anche sulla capillarità delle stazioni di servizio: in Germania sarebbero dovute essere oltre 2.000 nel 2020. In realtà ce ne erano solo 837, persino 30 in meno rispetto all’anno precedente, soprattutto perché l’installazione richiede investimenti che è poi molto difficile recuperare.

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E’ evidente insomma che l’alimentazione a metano sia marginale e di conseguenza poco remunerativa. Detto questo, il gruppo Volkswagen entro fine anno lancerà la versione a metano della Golf 8 mentre Skoda e Seat non intendono limitare la gamma attuale. Quanto ad Audi – che ha investito moltissimo sul tema – si ragiona su tempi ancora più lunghi: si ragiona sui modelli per il 2030 il che significa la presenza sul mercato anche per un decennio.

Situazione Volkswagen: una variabile da considerare per l’EUR/USD

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Vediamo di trattare un importante argomento di attualità: la situazione dello scandalo Volkswagen e come possa relazionarsi al cambio EUR/USD. Non è da sottovalutare infatti il collegamento che è presente tra la notizia e l’andamento del cambio EUR/USD.

Come tutti voi sapete ormai, essendo la notizia più chiacchierata del momento dai telegiornali di tutto il mondo (ma anche su social network), la Volkswagen rischia grosso. Molto grosso. Per fare un veloce riassunto della situazione, tutto è iniziato da alcune indagini relative alla possibilità di manomissione (da parte di Volkswagen) dei sistemi software che si occupavano di rilevare le emissioni di gas durante le fasi di test riguardanti proprio i consumi delle vetture diesel. Una vera e propria presa in giro dato che le macchine a motore diesel hanno come scopo principale, proprio quello di inquinare di meno e di far risparmiare di più agli automobilisti (specialmente in confronto ad una vettura a benzina).

Una situazione da incubo per Volkswagen

Sembrerebbe quindi che Volkswagen, per dare una spintarella alle vendite, abbia avuto la “brillante” idea di manomettere proprio questo software facendo risultare così le emissioni dei propri veicoli così basse da sbaragliare la concorrenza. Basta ricordarsi infatti delle varie pubblicità della Volkswagen che puntavano fortissimo sulle loro ridotte emissioni e quindi notevoli risparmi al benzinaio per il guidatore. Ma quando intendiamo basse, intendiamo davvero basse: è risultato che le emissioni taroccate sono quaranta (avete letto bene: QUARANTA!) volte inferiori a quelle che invece il veicolo emetterebbe su strada. Quasi tutti i veicoli prodotti negli ultimi anni, con motore a diesel, emetterebbero quindi moltissime (troppe) emissioni in più di quanto dichiarato: in barba alle leggi sull’inquinamento.

Das auto… questa volta l’hanno combinata grossa.

I test non sono stati truccati solamente per i veicoli venduti qui in Europa, ma anche per i veicoli venduti all’estero (come negli Stati Uniti, dove Volkswagen ha sempre fatto fatica ad imporsi). Si prevede una vera e propria tempesta in casa Volkswagen dato che oltre ad essere state infrante leggi sull’inquinamento, qui si tratta proprio di reato di falsificazione volontario, che ha raggirato non solo i dipartimenti di stati interi ma anche decine di migliaia se non centinaia di migliaia (o milioni!) di clienti. Così come gli stessi concessionari che operavano per conto di Volkswagen.

Le proteste contro l’azienda sono arrivate da tutto il mondo: Stati Uniti, Sud Corea, Europa. Sempre più stati incominciano ad indagare contro l’azienda tedesca, arrivando sempre alla solita conclusione: Volkswagen ha infranto la legge. E l’ha fatta davvero grossa. Sono ben venticinque, per adesso, le cause legali che arrivano dagli Stati Uniti; più una colossale inchiesta, cooperata da quasi tutti gli stati Americani, contro l’azienda tedesca. Stessa cosa si sta avviando a fare la Commissione Europea. Moltissimi poi i concessionari, Italia inclusa, che stanno rescindendo i contratti di vendita con Volkswagen. E non vogliamo citare le infinite petizioni contro l’azienda e azioni da parte delle associazioni che proteggono i consumatori che sono in arrivo.

Rischio bancarotta

Lo spettro della bancarotta è quindi dietro l’angolo. Soprattutto ora che anche il Ministro dei trasporti tedesco ha confermato che il colosso tedesco ha manipolato i risultati dei test anche in merito ai veicoli venduti in Europa. Sono in arrivo multe da decine di miliardi di euro per la Volkswagen, multe davanti a cui è molto probabile che Volkswagen sia costretta a dichiarare bancarotta. Sono tantissime infatti le azioni legali in arrivo da quasi tutto il mondo: è stimato in più di diciotto (18) miliardi di euro il totale di multe in arrivo solamente dagli Stati Uniti, oltre ad un possibile rimborso per ogni singolo automobilista danneggiata dalle azioni (scriteriate) della casa automobilistica tedesca.

L’amministratore delegato Volkswagen, Martin Winterkon, ha già dato le sue dimissioni augurando a Volkswagen “un nuovo inizio”. Che però molto probabilmente rischia di non esserci. Senza poi contare che lo stesso amministratore delegato riceverà una cospicua buonauscita (si parla di circa sessanta milioni di euro, roba da niente). Insomma una situazione davvero poco ottimale per la Volkswagen.

Situazione del cambio EUR/USD legata al fallimento Volkswagen

Volkswagen è una delle aziende leader nel settore automobilistico europeo, oltre che tedesco, ma soprattutto fa parte del gruppo più grande “Volkswagen Group”. Un gruppo che opera in oltre 153 nazioni e che dispone di un asset di marchi molto diversificati tra loro:

Resta però il fatto che le salatissime multe in arrivo rischiano di mettere a repentaglio non solo l’azienda Volkswagen ma anche lo stesso Volkswagen Group. Dato che Volkswagen risultava essere il marchio di punta e probabilmente anche quello più venduto, con i maggiori profitti. Ciò può avere delle ripercussioni in ambito Forex per quanto riguarda i cambi di valuta che includono l’euro, come specialmente l’EUR/USD.

Infatti, guardando il grafico proprio qua sotto, noterete che in giornata 17 Settembre vi è una lunga candela verde rialzista che porta il tasso del cambio da 1.1289 alla chiusura di 1.1436.

Però una volta fuoriuscita la notizia dello scandalo Volkswagen ecco che arriva la botta: una candela rossa ribassista che porta il tasso del cambio da 1.1435 a 1.1305. Una bella botta insomma. E non finisce qua, perché dal 18 Settembre l’andamento è sempre stato negativo (linea rossa del downtrend) portando il valore a 1.1120. Vi ricordiamo che nella giornata del 17 Settembre il valore era di 1.1289 ed è sceso a soli 1.1120 in quattro giorni.

Infine, come potete sempre notare dal grafico si è venuto a creare un livello di supporto (linea verde) che i prezzi dell’EUR/USD stanno attualmente testando. Raccomandiamo massima cautela in questi giorni, perché il weekend (unico momento in cui il mercato Forex è chiuso) potrebbe portare una ventata di cattive notizie per la Volkswagen specialmente se sono in arrivo altre multe salate e con il rischio, sempre presente, di dichiarar fallimento (che potrebbe portare ad una ipotetica rottura del supporto ed inizio di un breve downtrend). Una volta passata questa tempesta siamo certi che il cambio EUR/USD si riassesterà, a ripetiamo che molto dipende dalla situazione collegata alla Volkswagen: tenete quindi gli occhi aperti e soprattutto date un’occhiata ai telegiornali per vedere gli ultimi sviluppi su questa triste faccenda dello scandalo Volkswagen.

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