Twitter sta per sbarcare a Wall Street

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Twitter alza il prezzo prima di sbarcare a Wall Street: la “forchetta” sale a 23-25 dollari per azione

In questo articolo
Storia dell’articolo

Questo articolo и stato pubblicato il 04 novembre 2020 alle ore 07:18.
L’ultima modifica и del 04 novembre 2020 alle ore 17:06.

Twitter alza il tiro del suo collocamento azionario iniziale: il leader del microblogging ha aumentato il prezzo del suo sbarco in Borsa ad una fascia compresa tra i 23 e i 25 dollari, con l’obiettivo di rastrellare 1,75 miliardi di dollari. Al nuovo prezzo, Twitter и valutata 13,9 miliardi. Due settimane or sono l’azienda aveva indicato una forchetta piщ prudente, tra i 17 e i 20 dollari, con l’obiettivo di una raccolta da 1,61 miliardi con la cessione di 70 milioni di titoli.

Corsa alla quotazione a Wall Street
La scelta riflette l’interesse che il roadshow di Twitter ha suscitato e la corsa alle Ipo scattata sul mercato in un clima di grande liquiditа e di scarsi rendimenti degli investimenti. Ottobre negli Stati Uniti и stato il miglior mese per i collocamenti iniziali del 2007, da prima della crisi finanziaria, con 33 societа sbarcate in Borsa e la raccolta di oltre 12 miliardi di dollari. Da inizio anno sono ormai 190 per 49,2 miliardi di capitali raccolti, rispetto ai 45 miliardi per 132 operazioni nello stesso periodo del 2020. Ben sei aziende hanno inoltre visto le loro quotazioni raddoppiare nella prima giornata di scambi, contro 8 simili performance nell’arco degli ultimi dodici anni. La fame di Ipo и tale che qualcuno teme esplicitamente l’emergere di una bolla speculativa.

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Mercoledм il pricing
Twitter, l’Ipo piщ atteso da quello travagliato di Facebook nel maggio dell’anno scorso, si и tuttavia mostrato cauto finora nel gestire il suo sbarco connscio di simili pericoli. Il pricing avverrа mercoledм e gli scambi scatteranno giovedм 7 novembre, cercando di trovare un equilibrio. Un prezzo troppo alto, ed ecco che il titolo rischia spirali di flessione al debutto che possono erodere la fiducia nella societа. Un prezzo troppo basso e il rischio и invece di un’impennata eccessiva in Borsa, che lo faccia comunque apparire instabile e poco sicuro oltre a non massimizzare la raccolta di capitali nell’initial public offering.

Il precedente di Facebook
Facebook fu vittima proprio di uno di questi eccessi: aumentт drasticamente e troppo sia il prezzo che le dimensioni del collocamento alla vigilia del suo sbarco Borsa nel maggio del 2020. Risultato: il titolo del leader dei social network, complici polemiche sulla trasparenza dei suoi conti e del suo outlook e incidenti tecnici sulla piazza del Nasdaq, cadde dell’11% nel scondo giorni di scambi e continuт a scivolare fino a piщ che dimezzare il valore nel giro di pochi mesi. Solo un anno dopo и riuscito a invertire le sorti e tornare al prezzo di collocamento per poi salire oltre.

Il debutto di TWTR.N
Twitter debutterа sotto il simbolo TWTR.N sul New York Stock Exchange. Rispecchiando le tensione e l’entusiasmo alcuni analisti hanno giа spinto la valutazione dell’azienda attorno ai 15 miliardi di dollari. Morningstar ha stabilito un target di 26 dollari per il titolo, vale a dire pari a un rialzo del 30% nel giro di un anno. Topeka Capital finora batte tutti nell’ottimismo con un target di 54 dollari. Pivotal Research ha anticipato un titolo capace di raggiungere i 29 dollari e SunTrust i 50 dollari. Ma altri analisti non raccomandano il titolo neppure al prezzo attualmente fissato quantomeno agli investitori retail: un sondaggio di Reuters tra 29 broker ha visto 23 di loro suggerire di tenersi alla larga da Twitter al momento dello sbarco in Borsa, a causa della potenziale volatilitа del titolo.
Nonostante la revisione al rialzo del range di prezzo gli analisti di Ig Market, broker che quota un CFD sull’aspettativa di capitalizzazione di Twitter alla chiusura di contrattazione nel primo giorno di quotazone, mantengono una view positiva sull’IPO. «Ci aspettiamo un collocamento vicino al limite massimo della forchetta di prezzo (25 dollari) – spiega Filippo Diodovich, market strategist di IG – poichй il nostro CFD ha evidenziato un forte aumento (+8%) dopo l’annuncio della nuova forchetta di prezzo, prevedendo una capitalizzazione superiore ai 20 miliardi di dollari».

Twitter: ricavi raddoppiati, perdite triplicate
Non bisogna comunque dimenticare che Twitter sta mettendo a segno ricavi in enorme crescita ma ancora modesti, appena 422 milioni di dollari nei primi nove mesi del 2020 (un decimo rispetto a Facebook), peraltro bruciandone in perdite nello stesso periodo quasi 65 milioni. I ricavi raddoppiano, grazie alla pubblicitа sul mobile, ma le perdite triplicano. E gli utili? Non ce ne sono mai stati e non arriveranno prima del 2020 o 2020. Gli analisti di Reuters, inoltre, spiegano che a un prezzo di collocamento compreso tra 17 e 20 dollari Twitter verrebbe valutata 17-20 volte i ricavi, contro un analogo multiplo di 17 per Facebook e di 19 per Linkedin.

Le prospettive nel business pubblicitario
E’ anche perт vero, come sottolinea Brian Blau di Gartner, che pur avendo ritorni per utente molto piщ bassi di Facebook la pubblicitа su Twitter ha spazio per crescere: la struttura del sito di microblogging, con contenuti a scorrimento veloce, rende i Twitter users piщ tolleranti nei confronti dell’advertising.

Affari d’oro per le banche d’investimento
Comunque vada, chi ha giа fatto un ottimo affare sono le banche d’investimento che stanno orchestrando l’ipo di Twitter. A festeggiare sarа soprattutto Goldman Sachs, che incasserа il 38,5% delle commissioni, vale a dire fino a 20 milioni di dollari. Seguita da Morgan Stanley (18% delle commissioni), Jp Morgan Chase (15%), Bank of America Merrill Lynch e Deutsche Bank (8% ciascuna).

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Snapchat è pronta a sbarcare a Wall Street con una quotazione da 25 miliardi di dollari

Snapchat, la popolare app di photo messaging, sta per compiere il grande passo, ossia quello di quotarsi in borsa. Secondo le informazioni diffuse dal Wall Street Journal, l’azienda fondata da Bobby Murphy e Evan Spiegel, Snap, sarebbe pronta a sbarcare a Wall Street entro i primi mesi del prossimo anno, probabilmente marzo 2020. E sempre secondo le informazioni raccolte dal principale quotidiano finanziario al mondo, Snap Inc. starebbe lavorando ad una IPO (Initial Public Offering, ossia Offerta Pubblica Iniziale) che potrebbe portare il valore dell’azienda, oggi di 18 miliardi di dollari, fino a 25 miliardi di dollari. Se l’IPO dovesse andare bene, questa sarebbe la più alta quotazione di un’azienda degli ultimi tre anni.

Snapchat, fondata nel 2020 da Bobby Murphy e Evan Spiegel, oggi CEO dell’azienda, con 150 milioni di utenti complessivi di cui 60 milioni attivi ogni mese solo negli Usa e Canada, sarebbe quindi pronta a compiere il grande passo, a testimonianza della crescita e del grande successo che l’app continua a riscuotere, soprattutto tra gli utenti più giovani. Obiettivo di Snap, la società madre che ha sede a Venice, in California, è quello di arrivare a chiudere la fase di offerta pubblica iniziale, IPO, entro il mese di marzo del 2020. E se dovesse confermare il valore che viene oggi previsto, ossia 25 miliardi di dollari, sarebbe la quotazione più alta dal 2020, ossia dopo quella di Alibaba.

Inoltra, Snap sarebbe la prima di un nutrito gruppo di startup di grande valore – basti pensare a Uber per esempio, il cui valore oggi supera i 60 miliardi di dollari – a varcare la soglia di Wall Street. Potrebbe quindi fare da apri pista.

Il valore di Snapchat ad oggi è 18 miliardi di dollari e quest’anno si prevedono entrate tra i 250 e i 350 milioni di dollari. E le previsioni degli analisti di mercato dicono che per il 2020 saranno di almeno 1 miliardo di dollari, numeri importanti dunque. Lo scorso anno le entrate furono di appena 60 milioni di dollari.

Di recente Snap ha lanciato anche il suo dispositivo indossabile, gli Spectacles, occhiali che includono una piccola video camera per consentire agli utenti di girare video veloci da condividere subito con i propri contatti.

SurveyMonkey è pronta a sbarcare a Wall Street

È arrivato il momento della quotazione in borsa per l’importante società nel settore dei sondaggi online SurveyMonkey. L’approdo a Wall Street è ormai deciso e arriva dopo 19 anni dalla fondazione, ma rappresenta una situazione atipica nel panorama digitale. L’azienda è infatti stata fondata prima delle principali società già sul mercato e ha un fatturato che pare relativamente ridotto.

Pronta la IPO per SurveyMonkey

La SVMK, proprietaria della società digitale, ha presentato il documento S-1 alla SEC in cui sono presenti i dettagli della procedura che sarà seguita nelle prossime settimane e porterà l’azienda a Wall Street. Stando al documento tra gli advisor sono presenti alcune delle principali banche d’investimento come la JPMorgan Chase, la UBS e la Bank of America Merrill Lynch. La società punta a raccogliere 100 milioni di dollari con l’offerta pubblica iniziale che arriva dopo 1,1 miliardi di investimenti ricevuti negli anni.

Questa di SurveyMonkey è l’ultima delle quotazioni di quest’anno tra le società che sono state finanziate da venture capital come ad esempio Dropbox, Docusign, Eventbrite e Sonos.

I dati finanziari prima dello sbarco a Wall Street

L’azienda ha raggiunto nel primo semestre del 2020 un fatturato di 121,2 milioni di dollari, con perdite per 27,18 milioni. Un risultato in crescita del 13,8% rispetto al primo semestre dell’anno precedente che ha prodotto un fatturato 106,5 milioni con perdite per 19,1 milioni di dollari. Si sta dunque consolidando un trend di crescita del fatturato con contenimento delle perdite, che guardando i dati annuali sono passate dai 76,4 milioni (su 207,3 di fatturato) del 2020 ai 24 milioni (su 218,8 di fatturato) dello scorso anno.

Sheryl Sandberg venderà la propria quota

Tra le persone di spicco dei 19 anni di storia di SurveyMonkey si ricorda il CEO Dave Goldberg, marito di Sheryl Sandberg, COO di Facebook, morto in un incidente nel 2020. La manager ha annunciato di aver intenzione di devolvere in beneficienza la propria quota di azioni, pari al 9,9% della società e dal valore di circa 200 milioni di dollari.

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