Trend rialzista ed analisi tecnica – Opzioni Binarie

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Trend rialzista ed analisi tecnica

La direzione in cui si muovono gli asset (prezzi) di un titolo azionario, coppia di valute o materie prime è il trend rialzista oppure ribassista. Per entrare nella spiegazione che si vuole fare si andrà ad utilizzare un grafico che viene usato come prima scelta da una buona parte dei trader, il grafico a candele. In questo grafico, ogni singola candela che è colorata differentemente a seconda della variazione del prezzo, rappresenta un momento di trading che può essere scelto tramite il grafico: in qesto modo ogni candela può rappresentare un periodo differenziato, 1 giorno di trading, come 15 minuti, 1 ora od un mese. Il periodo di trading viene chiamato “timeframe” che assume la sua importanza nel scegliere quello adatto al proprio stile di trading.

Si ritorna, dopo questa dissertazione, al trend e si deve osservare quanti trend esistono e sui quali ci si può concentrare.

Trend rialzista. Segnala un costante aumento nei prezzi perché i nuovi minimi e massimi segnati dal trend sono sempre superiori a quelli precedenti. Per disegnare un trend rialzista usando l’analisi tecnica si dovrà tracciare una trend line, linea che unisce i minii compiuti dal trend rialzista e bisognerà anche ricordare che si avrà necessità di avere almeno due minimi, ma più minimi la trend line toccherà, più vi sarà un risultato affidabile.

Durante un trend rialzista i prezzi non sono in continua ascesa, vi sono momenti in cui scendono. In questi brevi momenti di discesa si usa il termine “ritracciamenti”, ovvero quando il prezzo ritorna sui suoi passi. Il prezzo di un asset incomincia a salire quando aumenta la sua domanda: più i trader vogliono acquistare, più il prezzo salirà. Invece ritracciamenti sono causati da gruppi di trader che decidono di vendere e portarsi a casa i risultati del prezzo in ascesa. Questa vendita momentanea fa calare però la richiesta di acquisto, facendo calare quindi il prezzo ed a questo punto che si crea un ritracciamento. Dato che il trend in corso è rialzista il prezzo torna poi a proseguire il suo rialzo e ad aumentare il valore.

Trend ribassista. Ovviamente, un trend ribassista segnala un costante calo di prezzi perché i minimi ed i massimi segnati dal trend sono sempre inferiori a quelli precedenti. Anche in questo caso riesce assai facile vedere il calo costante dei prezzi di un asset e questo viene definito come un trend ribassista. Anche in questo trend i prezzi non seguono sempre la direzione principale esistono anche qui i “ritracciamenti” ed in questo caso avvengono quando il prezzo smette di scendere e torna a salire, ma brevemente. I ritracciamenti, anche per il trend ribassista, sono causati dai trader che decidono di chiudere le proprie posizioni short, andando a comprare l’asset in questione e causando una risalita nei prezzi, ma assolutamente breve. Per ridisegnare un trend ribassista con l’analisi tecnica bisogna tracciare una trend line che unisce i massimi compiuti dal trend ribassista ricordando di avere la necessità di avere almeno due massimi per avere un risultato più che affidabile.

Quali sono gli indicatori migliori per il trading in opzioni binarie

Esistono indicatori migliori di altri e se esistono quali sono?

Questa è una delle domande che ci vengono fatte più spesso dai nostri utenti, e la risposta è sempre la stessa: sì! Esistono infatti degli indicatori che più di altri consentono di interpretare i movimenti di mercato ed ottenere dei guadagni dal trading in opzioni binarie. Attraverso questa utile guida, vogliamo dare una risposta definitiva a tale domanda, ed illuminare il cammino dei trader emergenti

Indicatori di trading in opzioni binarie

Per prima cosa dobbiamo comprendere bene cosa significa investire in opzioni binarie e quale sia l’approccio migliore. Se vuoi davvero ottenere dei guadagni con il trading in opzioni binarie, devi necessariamente sapere che il solo modo per farlo è quello di seguire il mercato. Soltanto seguendo il mercato puoi ottenere profitti costanti, grazie ad una percentuale considerevole di posizioni chiuse in profitto!

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Seguire il mercato significa seguire le tendenze che si generano al suo interno. Come probabilmente ben saprai, le tendenze che possiamo avere sono due:

  • tendenza rialzista, conosciuta anche con il termine uptrend;
  • tendenza ribassista, conosciuta anche come downtrend.

Possiamo però anche assistere alle fasi laterali o orizzontali, chiamate in gergo tecnico flat market o trendless, fasi intermedie in cui il valore dell’asset oscilla tra due valori, descrivendo un movimento che non risulta essere né rialzista né ribassista.

Prima di passare avanti, deve essere fatto un accenno alle diverse categorie, suddivise in base alla loro durata; distinguiamo:

  • trend a breve termine; tra cui vengono indicate tutte quelle tendenze che non superano le tre settimane;
  • trend intermedio; racchiude le tendenze che oscillano tra 3 settimane e diversi mesi;
  • trend a lungo termine o anche tendenza maggiore; raggruppa le tendenze che hanno una durata minima di 1 anno.

Esempio di tendenza rialzista

Esempio di tendenza ribassista

Esempio di fase laterale

I migliori indicatori di trading sono quelli che ti permettono di analizzare le tendenze e comprendere quali siano i momenti in cui una tendenza si sta indebolendo, in modo tale da operare all’inizio della sua inversione.

Il nostro consiglio è quello di studiare i grafici dei prezzi, abbinando gli indicatori tecnici più affidabili.

Un indicatore tecnico può essere un valido aiuto per la tua attività di trading, un utilissimo supporto per interpretare correttamente i grafici.

Indicatori di trading che ti aiutano ad analizzare il trend

Prima di analizzare quali sono i migliori indicatori di trading, chiariamo il significato di alcuni termini molto frequenti e che possono essere confusi, quali:

  1. indicatori;
  2. oscillatori.

Gli indicatori sono disegnati direttamente sul grafico e rappresentano l’andamento del nostro cross.

Gli oscillatori vengono invece tracciati al di fuori del grafico principale. Anch’essi si muovono all’interno dei valori di riferimento o all’interno di un minimo e di un massimo.

A nostro parere sono 3 gli indicatori di trading migliori che ti permettono di analizzare il trend:

  • Bande di Bollinger;
  • RSI;
  • MACD;

Se combinati tra loro, le probabilità a favore del tuo investimento aumentano in modo considerevole! Vediamo come utilizzare questi indicatori.

Bande di Bollinger

L’indicatore bande di bollinger viene ritenuto uno degli indicatori tecnici per eccellenza, in quanto di facile utilizzo.

Come possiamo meglio vedere dalle immagini, è composto da 3 linee che si alzano o si abbassano, si allargano o si restringono.

In linea di massima, le bande di Bollinger sono medie mobili di prezzo che ci indicano zone di iper-comprato ed iper-venduto, ossia, zone in cui l’asset osservato risulta essere stato comprato (o venduto) troppo rispetto alla sua media. In prossimità di tali fasi le probabilità di inversione aumentano.

Questo strumento si esprime al meglio se utilizzato in combinazione con MACD o RSI, rivelandosi di grande utilità e precisione.

Come possiamo vedere dal grafico sopra riportato, le bande di Bollinger sono due:

  • Una banda superiore: che indica la fase di iper-comprato.
  • Una banda inferiore: che indica la fase di iper-venduto.

Il segnale di trading si ha quando il prezzo tocca una delle due bande:

Segnale di acquisto opzioni call

Il prezzo tocca la banda di Bollinger inferiore per poi cambiare la sua direzione da ribassista a rialzista.

Segnale di acquisto opzioni Put

Il prezzo tocca la banda di Bollinger superiore per poi cambiare la sua direzione da rialzista a ribassista.

Oscillatore RSI

L’oscillatore RSI è l’acronimo di Relative Strength Index, ci offre i medesimi segnali delle bande di Bollinger, con la sola differenza che la rappresentazione grafica è diversa e sotto certi aspetti anche più precisa.

L’oscillatore RSI è formato da una media mobile che oscilla tra due valori, che rappresentano le due fasi di iper-comprato e iper-venduto.

A differenza del MACD, che lo vedremo di seguito, questo indicatore si basa esclusivamente su una sola linea, la quale va ad assumere un valore compreso tra 0 e 100. L’immagini qui sotto chiarisce meglio il concetto.

Dobbiamo attendere il momento in cui tale linea si trova al di sotto di 30 o al di sopra di 70. Questi limiti rappresentano:

  • nel primo caso una situazione di ipervenduto;
  • nel secondo caso una fase di ipercomprato.

L’oscillatore RSI è utilizzato per lo studio di grafici. Come possiamo anche vedere dall’immagine, rappresenta un’oscillazione utile a determinare segnali di vendita o di acquisto.

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Come per tutti gli strumenti dell’analisi tecnica, anche per l’oscillatore RSI è possibile modificare il periodo preso in considerazione. Ricordatevi che maggiore è il periodo, minore sarà il rischio di incappare in falsi segnali (ma si riceveranno anche meno segnali del solito). Viceversa, minore è il periodo, maggiore sarà il rischio di incappare in falsi segnali (ricevendo però molti più segnali del solito).

Il segnale di trading si ha quando la media mobile tocca una delle due aree.

Infine, vogliamo precisare che si tratta di un indicatore molto importante per le informazioni tecniche contenute;

  1. quando il prezzo si trova in iper-comprato indica a breve un inversione di tendenza, quindi tenderà a scendere;
  2. quando il prezzo si trova in una situazione di iper-venduto tenderà invece a salire da lì a breve.

Segnale di acquisto opzioni binarie Put

Il segnale di acquisto si ha quando la media mobile tocca la quota 70 o 80. In tal caso le probabilità di ribasso sono considerevoli.

Segnale di acquisto opzioni binarie call

Il segnale di acquisto si ha quando la media mobile dell’oscillatore RSI tocca quota 30-20, in tal caso le probabilità di un rialzo sono maggiori rispetto a quelle di un ribasso.

Il MACD acronimo di moving average convergence divergence è un altro importante oscillatore molto utilizzato per fare trading online. Viene utilizzato anch’esso per individuare segnali di vendita o di acquisto.

Il MACD è molto indicato con l’utilizzo della piattaforma MetaTrader, ed a differenza dell’indicatore di default, il MACD ti darà la possibilità di risparmiare tempo prezioso grazie alla signal line calcolata automaticamente.

Calcolo del MACD

Per interpretare il grafico del MACD innanzitutto dobbiamo calcolarlo, sottraendo un Exponential Moving Average (EMA) più lungo da uno più corto.

Questi valori solitamente sono compresi tra 12 e 26 giorni. Sulla base di questa differenza, viene poi calcolato il cosiddetto moving average per un totale di 9 periodi. Quest’ultimo prende il nome di linea del segnale.

Come formula avremo: MACD = [moving average da 12 giorni – moving average da 26 giorni] > Indicatore Ponderato Esponenziale;

Linea Del Segnale = Moving Average (MACD) > Indicatore Ponderato Medio.

Interpretazione del MACD

  1. quando la linea MACD attraversa in rialzo la Signal Line (passando da sotto a sopra), otterremo un segnale rialzista;
  2. quando la linea MACD attraversa in ribasso la Signal Line (passando da sopra a sotto), otterremo un segnale ribassista;

Il grafico qui sotto riportato rivela quanto appena detto. Avremo l’indicatore MACD indicato con la linea verde, mentre la Linea di segnale è indicata in blu.

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Trend laterale

Si è parlato di trend rialzista e ribassista ed ora si vorrebbe dare qualche indicazione sul trend laterale dove, contrariamente ai primi due, i suoi massimi ed i suoi minimi non sono nè crescenti, nè decrescenti: infatti, questi tendono a rimanere gli stessi nel corso del tempo. I prezzi raggiungono sempre, quindi, gli stessi massimi e poi toccano sempre gli stessi minimi od, in ogni caso, valori molto vicini.

Per disegnare un trend laterale, come già è stato detto per il trend rialzista e ribassista, e sfruttare l’analisi tecnica si avrà la necessità di avere due trend line: di cui una servirà per collegare i massimi compiuti, e l’altra per i minimi toccati. Anche in questo caso vale sempre la regola di utilizzare almeno due minimi e due massimi per disegnare poi le rispettive trend line.

Come si potrebbe dedurre dalla denominazione, le fasi di trend laterale rappresentano un mercato alquanto indeciso. I trader comprano e vendono in quantità uguale, e non danno mai origine ad un trend dettagliato e definito, come uno rialzista o ribassista. Tutti i trend laterali sono destinati a finire ed a dare inizio ad un trend rialzista oppure ad un trend ribassista: quando il trend laterale finisce avviene il “breakout”, ovvero i prezzi fuoriescono da una delle due trend line.

Con questi “chiarimenti” su vari trend che si possono incontrare sul mercato, si spera di aver agevolato i trader, sopratutto coloro che si affacciano da poco nel mondo finanziario delle opzioni binarie, a saper gestire al meglio il proprio trading , a non cadere in errore e, quindi, a saper bene valutare gli andamenti degli asset. Sono nozioni facili e semplici che però possono servire ad ottenere dei buoni profitti e, sopratutto, diventano uno strumento intelligente per meglio agire sul mercato delle opzioni, affascinante quanto a volte pericoloso.

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