Pomeriggio movimentato nel Forex atteso dato PIL USA

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Contents

Pomeriggio movimentato nel Forex: atteso dato PIL USA

Trading online

in Demo

Fai Trading Online senza rischi con

un conto demo gratis illimitato:

puoi operare su Forex, Borsa,

Indici, Materie prime e Criptovalute.

ANALISI PREZZI IN TEMPO REALE

(leggi come avere le notifiche in tempo reale del ” trend dei traders “)

OPINIONI BROKER OPZIONI FX

**Le opzioni sono disponibili solo a clienti professionisti o non residenti in EEU.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

OPINIONI BROKER CFD & FOREX

Tutte le guide e articoli:

Archivio Blog 2020

Categoria: Report Ftse Mib

Tutte le notizie sull’indice azionario più significativo di Borsa Milano. Scopri gli andamenti in tempo reale dell’Ftse Mib.

Il Ftse Mib allunga ancora, ma rimane sempre a rischio crollo

Un’altra giornata positiva ieri per il Ftse Mib che è salito dello 0,44%, anche se per la verità le altre piazze europee hanno fatto molto meglio del nostro indice. Francoforte ha infatti chiuso con un guadagno dello 0,63%, Parigi invece è salita dello 0,97%, mentre Londra ha addirittura chiuso con un guadagno superiore al punto percentuale, mettendo su un rialzo dell’1,26%. A Milano c’è stata un’altra seduta spumeggiante per Mediaset che è salito del 7,79%. Bene anche Banco Popolare (+3,50%), Tenaris (+2,85%) e Mediolanum (+2,77%). A scendere invece significativamente i “soliti” Banca Popolare dell’Emilia Romagna (-3,23%) e Banca Popolare di Milano (-2,85%). Il mercato sembra ignorare tutti i rischi paventati fino alla giornata di ieri e mette su un rimbalzo che al momento è esclusivamente tecnico: i ribassisti chiudono le loro posizioni in gain per evitare di andare in perdita o di elidere parti significative del guadagno accumulato nelle scorse tre settimane di mercato. In assenza di notizie ottimistiche per il momento la Borsa sale, ma il quadro tecnico rimane ancora molto grave e nell’eventualità non recuperasse in poche sedute area 15950/16000 sarebbe sempre a rischio di nuovi affondi significativi.

Cosa muove il Ftse Mib

Nel corso della giornata di oggi saranno diffusi pochi dati macro significativi. Il più importante è l’indice Chicago Pmi relativo al mese scorso atteso in calo a 55 punti rispetto ai 58,7 punti del mese di Aprile. Successivamente si conoscerà l’indice Michigan definitivo relativo al mese in corso che è atteso in area 83 punti rispetto agli 84,5 punti registrati nel corso del mese di Maggio. Nel nostro continente si conosceranno le vendite al dettaglio del mese scorso in Germania attese in rialzo dello 0,3% rispetto all’incremento dello 0,4% ottenuto il mese di Aprile. Atteso in Germania anche il dato preliminare dell’indice di inflazione di questo mese, atteso in pareggio rispetto all’incremento dello 0,4% del mese di Maggio.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice Ftse Mib dopo un’apertura in area 15400 ha ripiegato fino a segnare un minimo a 15295 da dove è ripartito fino a segnare un massimo a 15555 per poi chiudere a 15441. Dal punto di vista tecnico solo il superamento marcato di area 15550/15700 potrebbe spedire il derivato in area 15950/16100 dove la pressione ribassista dovrebbe allentarsi. Vice versa, l’abbandono di area 15300/15100 manderebbe il derivato addirittura in area 14200/14300.

Suggerimenti operativi

Al momento suggeriamo di alzare lo stop profit sul titolo Intesa Sanpaolo acquistato nella giornata di Lunedì. Lo stop profit potrebbe essere inserito a 1,247, mentre il target price potrebbe rimanere invariato in area 1,31. Sul derivato raccomandiamo un’operazione ribassista nell’eventualità cedesse il livello supportivo in area 15100 in quanto, come spiegato nel corso dell’analisi tecnica, si aprirebbe un meccanismo ribassista che trascinerebbe a fondo il nostro strumento derivato. Sconsigliamo al momento ulteriori entrate rialziste sia sui singoli titoli che sul future dell’indice Ftse Mib in quanto per noi il quadro di fondo rimane ancora saldamente impostato al ribasso nel medio/lungo periodo.

Piazza Affari rimbalza nonostante l’allarme derivati e il Pil Usa sotto le attese

Piazza Affari ieri ha imboccato la strada del rimbalzo guadagnando il 2,03% dopo una giornata vissuta quasi interamente in territorio positivo. Il Ftse Mib è ritornato ad essere tra i migliori indici europei facendo meglio del Dax30 tedesco (+1,66%) e del Ftse100 inglese (+1,04%), mentre solo il Cac40 riesce a fare meglio guadagnando il 2,09%. A trainare l’indice un sorprendente Banca Monte dei Paschi di Siena che ha messo su un rialzo dell’8,86%. Bene anche Mediaset (+7,47%), Azimut Holding (+3,96%) ed Intesa Sanpaolo (+3,51%). La mattinata non si era aperta nel migliore dei modi per il nostro indice in lieve segno negativo sui rumors legati ad un rischio di circa 8 miliardi di euro di perdite per il Tesoro italiano per un derivato contratto negli anni’90 ossia prima che l’Italia entrasse a far parte della moneta unica. La stima proverrebbe da tre esperti indipendenti consultati dal Financial Times. Il ministro dell’Economia nel corso della giornata ha rassicurato i mercati negando il ricorso dei derivati da parte del Tesoro al fine di consentire all’Italia l’ingresso nell’euro, ma intanto in seguito a questi rumors la Procura della Repubblica di Roma ieri ha aperto un fascicolo per indagare sulla questione anche se al momento non è dato conoscere né gli indagati né le ipotesi di reato.

Cosa muove il Ftse Mib

Oltre al giallo derivati ieri c’è stata anche l’asta dei Bot a 6 mesi. Pur avendo collocato tutti gli 8 miliardi richiesti dal Tesoro, i rendimenti sono schizzati all’1,1052% rispetto allo 0,538% dell’emissione precedente. Tra i dati macro il più deludente è quello del Pil Usa salito ben al di sotto delle attese (in crescita dell’1,85% rispetto al 2,4% stimato). Allora perché i mercati sono saliti? Perché i dati macro americani negativi sono in pratica l’assicurazione sulla vita del piano Quantitative Easing messo in piedi da Bernanke: più sono deludenti sul fronte del Lavoro e della Produzione più a lungo durerà il credito a “tasso zero” e le iniezioni di 70/80 miliardi di dollari al mese sui mercati da parte della Federal Reserve impiegati per l’acquisto di titoli.

Analisi tecnica

Ieri il future sull’indice italiano dopo un’apertura a 15080 è arrivato a segnare un minimo a 15010 dov’è ripartito fino a segnare un massimo a 15400 per poi chiudere a 15357. La tenuta del supporto a 15350 dovrebbe consentire un recupero verso area 15480/15600 che una volta infranta dovrebbe permettere al derivato il raggiungimento di area 15950. Nel caso area 15350/15280 cedesse il derivato sarebbe atteso in area 14990/15100 prima battuta e poi in area 14200/14300.

Suggerimenti operativi

Abbiamo mantenuto in portafoglio il titolo Intesa Sanpaolo e raccomandiamo di prendere profitto in area 1,31 visto che non ci fidiamo molto di questo tentativo di rimbalzo (consigliamo di tenere lo stop profit sempre sopra area 1,21 al momento). Sul derivato potrebbe essere raccomandabile aprire una strategia ribassista in caso di violazione di area 14990 visto che si aprirebbe un’autentica voragine in direzione perlomeno di area 14300. Consigliamo di non mettere in piedi altre strategie rialziste fin quando il quadro non sarà più chiaro.

Piazza Affari scende ancora, ma forse è ancora presto per il rimbalzo

Ancora un calo, il quinto di fila per il listino milanese incapace di reagire nonostante gli ampi segni positivi di quasi tutte le principali piazze europee. Londra è salita dell’1,21%, ma Parigi e Francoforte hanno fatto addirittura meglio mettendo a segno un rialzo rispettivamente dell’1,51% e dell’1,55%. Bene anche Wall Street con il Dow Jones salito dello 0,69%. I titoli peggiori del Ftse Mib sono stati Banca Popolare dell’Emilia Romagna (-6,56%), il “solito” Banca Popolare di Milano (-5,45%), Mediobanca (-4,97%), Fondiaria Sai (-4,18%) e Banca Monte dei Paschi di Siena (-3,80%). Com’è nella logica delle cose sono stati i titoli bancari a “regalare” un’altra giornata in rosso per il nostro listino come diretta conseguenza dello spread Btp-Bund che è tornato a salire visto che è arrivato a chiudere sopra i 300 punti base e ciò non accadeva dallo scorso mese di Marzo. Anche l’asta dei Ctz per la verità non è andata nel migliore dei modi visto che i rendimenti dei nostri titoli biennali sono passati dall’1,1% del mese di Maggio al 2,4% dell’emissione di ieri. Per onestà di cronaca ci sono stati anche dei titoli che hanno chiuso con un buon bilancio positivo ieri come Tenaris (+3,46%), Diasorin (+3,37%) e Fiat Auto (+3%), ma solo perché questi titoli risentono in maniera molto bassa dell’andamento del debito pubblico italiano e dei suoi costi.

Cosa muove il Ftse Mib

Dopo il caso Berlusconi con le possibili ripercussioni sulla tenuta del Governo Letta, sarà fondamentale monitorare in questi giorni i dati macro che dovranno per forza di cose rasserenare i mercati. Laddove ciò non accadesse, sarebbe naturale che i crolli proseguiranno ancora nel medio periodo e i listini che oggi hanno rimbalzato tornerebbero a cadere spingendoci sempre più a fondo con il rischio di rendere quest’estate bollente quasi quanto quella dell’anno scorso quando il derivato sull’indice italiano arrivò a segnare il minimo in area 12200 nel corso del mese di Luglio. Oggi si conoscerà il dato definitivo del Pil relativo al primo trimestre negli Stati Uniti d’America (il mercato si attende un segno positivo del 2,4%) e si conosceranno le richieste settimanali di mutui ipotecari del mercato americano. In Europa non sono attesi dati macro di rilievo, pertanto le sorti dei nostri listini dipenderanno da questi due importanti market movers.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice italiano aveva aperto in gap up a 15275 e dopo aver toccato un massimo a 15315 è ripiegato fino a raggiungere un minimo a 15005 per poi chiudere a 15069. Dal punto di vista tecnico adesso solo l’abbandono di area 15030/14910 potrebbe spingere il derivato verso area 14720 in prima battuta e poi in area 14200/14300. Solo il superamento deciso e confermato di area 15180/15330 potrebbe invece spingere il derivato prima in area 15410/15600 e poi in area 15950.

Suggerimenti operativi

Rimaniamo rialzisti con il titolo Intesa Sanpaolo acquistato ieri sopra area 1,21 (potremmo alzare lo stop profit a 1,215 onde evitare di andare in perdita), mentre con il derivato italiano abbiamo preferito chiudere la posizione ribassista in stop sopra area 15275 come indicato nell’articolo di ieri. Questo strumento potrebbe essere rivenduto sotto area 14720 con target in area 14200, oppure acquistato sopra area 15600 con target in area 15950. Al momento suggeriamo la massima cautela visto che il derivato si muove in assoluta lateralità.

Nuova condanna a Berlusconi, Governo sempre più in bilico. E ora?

La prima seduta settimanale si è conclusa con un’altra discesa per il nostro mercato e per tutti i principali listini europei. Il nostro listino ha chiuso con una perdita dello 0,93% dopo una giornata all’insegna dell’alta volatilità. Piazza Affari non è stata la borsa peggiore tra quelle europee in quanto Francoforte ha perso l’1,24%, Londra l’1,42% e Parigi addirittura l’1,71%. Male anche Wall Street visto che il Dow Jones ha ceduto lo 0,94% e che il Nasdaq ha perso l’1,03%. I titoli che hanno spinto in ribasso il Ftse Mib sono stati A2A (-7,78%), Banco Popolare di Milano (-7,50%), Enel (-6,40%) e Mediaset (-5,30%). Per gli energetici (A2A ed Enel) ha pesato lo stacco del dividendo, mentre per Mediaset ha pesato la condanna in primo grado a 7 anni di carcere con la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi. Rispetto alla seduta di Venerdì i mercati non hanno chiuso proprio sui minimi di giornata e questo potrebbe lasciar le porte aperte ad una possibile reazione, tuttavia attraverso l’analisi grafica non c’è di che star tranquilli. Infatti se analizziamo bene la giornata di ieri a prevalere è stata l’indecisione in quanto l’apertura e la chiusura sono state allo stesso livello con oscillazioni ampie durante la giornata di Borsa. Dopo tre settimane di ribasso pesante non era giunta l’ora di un rimbalzo corposo? Tutto questo non depone affatto bene per il medio periodo e la situazione lascia aperte le porte a scenari apocalittici.

Cosa muove il Ftse Mib

Sicuramente la nuova condanna in primo grado per Silvio Berlusconi ha inciso e non poco per il calo del nostro indice. Basti pensare che fino alla lettura della sentenza il nostro indice era quasi in parità (-0,13%) dopo una mattinata vissuta in profondo rosso. Questo vuol dire che i mercati si fidano poco della tenuta del Governo soprattutto nell’eventualità che il leader del Pdl (partito di governo al momento insieme a Pd e Scelta civica) una volta condannato con sentenza passata in giudicato possa “vendicarsi” sfiduciando l’esecutivo. In un contesto normale “morto un Governo se ne farebbe un altro”, ma ci si dimentica che siamo in Italia dove i tempi di formazione di un nuovo esecutivo non sono (purtroppo) altrettanto rapidi come quelli impiegati nel Conclave pontificio durante lo scorso mese di Febbraio.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice Ftse Mib aveva aperto a 15170 e dopo un massimo a 15275 è arrivato a toccare un minimo a 14900 per poi chiudere a 15177, poco sopra al punto da cui era partito. Dal punto di vista tecnico un rimbalzo potrà verificarsi con la foratura di area 15220 /15360 che aprirebbe le porte al rialzo fino in area 15470/15600 dove dovrebbero tornare le vendite. L’abbandono di area 15100/15040 dovrebbe invece fare da preludio ad un primo approdo in area 14750 ed un secondo in area 14200/14300 dove dovrebbero invece tornare gli acquisti.

Suggerimenti operativi

Raccomandiamo la massima cautela per chi volesse operare al rialzo con il derivato sull’indice, visto che abbiamo chiuso la nostra strategia rialzista con l’abbandono di area 15060. Adesso siamo al ribasso da questa stessa area con primo target in direzione di area 14750 e stop loss sopra 15275. Siamo invece al rialzo con il titolo Intesa Sanpaolo da area 1,21. Per questo titolo suggeriamo uno stop loss in area 1,19 ed un target price in area 1,32.

L’Italia a 6 mesi dal default?

Venerdì una nuova giornata di passione per il mercato italiano e per tutti i listini europei. Questa volta Milano si è confermata la piazza peggiore registrando un crollo dell’1,89%. Non è andata molto meglio a Francoforte che ha ceduto l’1,76%, mentre Parigi e Londra hanno riportato cali non fortissimi in quanto hanno perso rispettivamente l’1,11% e lo 0,70%. A trascinare il mercato sui minimi settimanali ci hanno pensato come al solito i titoli bancari, su tutti Mediobanca crollato del 9,42%. Malissimo anche Buzzi Unicem (-4,57%), Unicredit (-4,05%) e Atlantia (-4,03%). Tra i titoli che si sono salvati dall’ondata di vendite troviamo invece Banca Popolare dell’Emilia Romagna (+3,51%), Telecom Italia (+2,55%) ed Exor (+2,23%). La situazione dal punto di vista grafico è molto grave in quanto il mercato è oramai a ridosso dei minimi annui e il mercato ci è arrivato in appena tre settimane (tra l’altro con una chiusura settimanale e giornaliera sul minimo). La trendline partita dal minimo dello scorso anno e passante dal minimo di Marzo è già palesemente violata al ribasso e pertanto non sembrano giungere segnali confortanti dal grafico settimanale.

Cosa muove il Ftse Mib

A questo punto escludiamo definitivamente che si tratti solamente dell’annuncio dell’exit strategy dal piano QE annunciato da Bernanke ad aver generato tutto questo terremoto in Borsa. Sicuramente c’è dell’altro che magari adesso non possiamo nemmeno sapere con esattezza e probabilmente solo tra qualche settimana sarà reso noto. Tra le tante spiegazioni che si sono susseguite vi è anche un report di Mediobanca Securities che evidenzierebbe che all’Italia servirebbero 75 miliardi di euro per evitare il default. Ciò renderebbe necessaria l’introduzione di misure volte a non frenare ulteriormente la crescita (ad esempio una forte patrimoniale sui ceti più abbienti) altrimenti qualsiasi altra decisione renderebbe vana la manovra in quanto ci sarebbe il rischio di tornare punto a capo dopo pochi mesi (ci sarebbero minori entrate nel Bilancio statale a parità di pressione fiscale). Una possibile soluzione potrebbe provenire dal chiedere gli aiuti internazionali, ma questo metterebbe a dura prova la nostra sovranità interna e ci porrebbe dinanzi ai mercati nella stessa situazione in cui si è trovata Grecia. Il mercato probabilmente potrebbe già scontare questa ipotesi (come sarebbe evidenziato all’interno del report), pertanto nell’eventualità questi rumors dovessero essere smentiti si potrebbe assistere ad una ripresa piuttosto consistente delle quotazioni azionarie dei titoli italiani.

Analisi tecnica

Venerdì il derivato sul Ftse Mib aveva aperto a 15410 e dopo un massimo a 15595 è arrivato a segnare un minimo a 15130 per poi chiudere a 15190. La violazione di area 15300 apre lo scenario ad un possibile test di area 15100/15060 in prima battuta e di 14850 in seconda battuta. Nell’eventualità questo supporto dovesse cedere l’affondo in area 14200/14300 sarebbe alquanto inevitabile. Solo una rottura di area 15280/15350 potrebbe spingere il derivato prima in area 15440/15600 e poi in area 15950/16100.

Suggerimenti operativi

Attualmente siamo al rialzo da area 15300 con il future sull’indice Ftse Mib con stop categorico in area 15060/15100. Si potrebbe vendere il future solo sotto questo supporto con target in area 15850. Suggeriamo di tentare il rialzo anche con il titolo Intesa Sanpaolo nel caso in cui raggiungesse area 1,21 con stop loss in area 1,1760.

Scoppia la bolla a Piazza Affari, si salva solo Exor

Giovedì di panic selling quello a cui abbiamo assistito nella giornata di ieri sia per Piazza Affari che per tutte le principali piazze europee. L’indice Ftse Mib alla fine ha ceduto il 3,09%, perdendo quasi quanto il Ftse100 inglese (-2,98%). Peggio dell’indice milanese fanno invece il Dax30 tedesco che ha ceduto il 3,28% e il Cac40 francese (-3,66%), mentre a Wall Street il Dow Jones ha ceduto il 2,34% esattamente quanto il Nasdaq. A Piazza Affari si salva solo Exor (+0,25%) con tutti gli altri 39 titoli che hanno chiuso in segno negativo. A riportare la perdita più pesante Banca Popolare dell’Emilia Romagna che ha ceduto l’8,07%. Male ancora Banco Popolare di Milano (-5,46%) e ancora una volta Saipem (-5,18%). Al bagno di sangue non si sono salvati nemmeno Fiat Auto (-4,78%), Intesa Sanpaolo (-4,60%) e Telecom Italia (-4,59%) oramai giunto a segnare nuovi minimi storici. Ma cosa ha innescato tutta questa serie di vendite? Sicuramente la frenata cinese ha inciso in maniera significativa su tutti i listini mondiali visto il dato deludente dell’attività manifatturiera (a Giugno ha segnato 48,3 punti rispetto ai 49,21 del mese di Maggio), dato piuttosto lontano dal livello di 50 che avrebbe consentito agli operatori di stare più tranquilli. Se il motore dell’economia mondiale ossia il Pil cinese dovesse perdere colpi è ovvio che a risentirne saranno principalmente i listini azionari europei che ancora non hanno scontato pienamente la situazione economica attuale di piena recessione. Noi riteniamo che sia questo il motivo principale di tutti questi crolli, perché il mercato sa che la politica monetaria ultraespansiva della Federal Reserve prima o poi terminerà specialmente nell’ipotesi in cui gli Stati Uniti d’America raggiungessero la piena occupazione. Era già scontato dai mercati infatti che di questo passo tale obiettivo sarebbe stato centrato nel 2020 ed era altrettanto chiaro che il rialzo dei tassi e le strette monetarie sarebbero arrivate prima o poi.

Cosa muove il Ftse Mib

Nell’ultima seduta settimanale non sono previsti dati macro di rilievo sia negli Stati Uniti d’America che in Europa. C’è da segnalare solamente l’inizio della riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze comunitari a cui parteciperà anche Mario Draghi.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice italiano ha aperto in netto gap down a 15795 e dopo aver toccato un massimo a 15960 ha rintracciato fino a toccare un minimo a 15500 per poi chiudere a 15550. Il prossimo supporto di rilievo è posto in area 15300 e nell’ipotesi in cui dovesse cedere, un approdo in area 15100/15130 sarebbe dietro l’angolo. La prima resistenza di rilievo invece è posta in area 15660/15670 e una volta forata porterebbe il derivato in area 15840/15950 in prima battuta e in area 16100/16160 in seconda battuta.

Suggerimenti operativi

Con il future sull’indice siamo flat da area 15800, mentre abbiamo chiuso la strategia rialzista sul titolo Buzzi Unicem con lo stop loss scattato sotto 12,01 all’apertura di ieri. Al momento consigliamo di rimanere alla finestra e di avviare una nuova strategia rialzista sul derivato nell’eventualità esso dovesse raggiungere area 15300.

Piazza Affari rimane aggrappata ai supporti e può ancora ripartire

Dopo due sedute quasi piatte, Piazza Affari ieri ha ceduto lo 0,94% facendo nettamente peggio di Francoforte (-0,39%), Parigi (-0,55%) e Londra (-0,40%). Fa peggio di Piazza Affari solamente Wall Street che ha chiuso con il Dow Jones in calo dell’1,35% e il Nasdaq Composite in rosso dell’1,22%. Sul listino milanese il peggiore titolo è stato Azimut che ha ceduto solo una parte dei guadagni realizzati nei giorni scorsi, perdendo il 2,88%. Non è andata molto meglio sia per Telecom Italia che ha ceduto il 2,73%, che per Banca Popolare dell’Emilia Romagna che ha perso il 2,46%. Male anche Parmalat che ha registrato un calo del 2,27%. Dopo due giornate di profondo rosso c’è invece un piccolo rimbalzo tecnico per Saipem che ieri ha guadagnato l’1,37%. Nonostante la conferma del piano QE da parte di Bernanke i mercati mondiali non sembrano più possedere quella forza di cui godevano fino a poche settimane fa. Tuttavia la tenuta dei supporti in area 16020/16030 per il derivato sull’indice italiano potrebbe ancora rendere possibile una ripartenza rialzista per le prossime sedute.

Cosa muove il Ftse Mib

A differenza dei giorni scorsi ci saranno molti dati macro provenienti dagli States quest’oggi. Grande attesa sarà riservata come di consueto per il Giovedì alle nuove richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione previste in crescita di circa 6000 unità rispetto a quelle della settimana scorsa. Nel pomeriggio verranno diffusi i dati sulle compravendite delle abitazioni esistenti (il mercato si attende un lieve aumento di contratti registrati nel mese scorso rispetto al mese di Aprile). Altri due dati molto attesi sono l’indice Philadelphia Fed (previsto in questo mese in calo di 1 punto, ma meglio del -5,2 registrato il mese scorso) e il Superindice relativo al mese scorso che dovrebbe registrare ancora una volta un aumento seppur risicato dello 0,2% rispetto ad un incremento dello 0,6% registrato nel corso del mese di Aprile. Nel nostro continente sarà reso noto il dato preliminare dell’indice Pmi compostito relativo al mese di Giugno (atteso in crescita a 48 punti rispetto al 47,7 registrato il mese scorso) e l’indice Pmi manifatturiero (atteso anche esso in lieve aumento a 47,5 da 47,2). Nel corso del pomeriggio verrà diffuso anche il dato preliminare sulla fiducia dei consumatori atteso in lieve calo rispetto al mese scorso.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice italiano aveva aperto a 16250 e dopo un massimo a 16310 è arrivato a registrare un minimo a 16030 per poi chiudere a 16083. La tenuta del supporto posto in area 16020/16030 dovrebbe favorire un possibile rimbalzo che si esplicherà mediante la rottura di area 16090/16160 in prima battuta e attraverso la rottura di area 16290/16440 in seconda battuta. Riteniamo ancora possibile il raggiungimento di un target minimo in area 16660 laddove queste due resistenze venissero forate. I supporti più importanti sono posti in area 15810/15910 la cui foratura porterebbe il future verso area 15300/15600.

Suggerimenti operativi

Consigliamo di acquistare ancora Buzzi Unicem con stop loss categorico sotto 12,01 e di acquistare il derivato sull’indice su tenuta/conferma di area 16030. Sconsigliamo assolutamente ingressi ribassisti perlomeno fin quando non saranno centrati target minimi di rimbalzo.

Piazza Affari è congelata in attesa di Bernanke

Rispetto alla seduta di Lunedì, la seduta di ieri si è caratterizzata con volatilità molto bassa e con le chiusure dei mercati europei in segno contrastato nonostante una buona intonazione di Wall Street che ha chiuso con il Dow Jones in guadagno dello 0,91%. Piazza Affari alla fine chiude quasi invariata guadagnando lo 0,02%, mentre Francoforte è salita dello 0,17%, Londra dello 0,69% e Parigi ha ceduto lo 0,08%. Sul nostro Ftse Mib abbiamo assistito ad un nuovo rialzo di Azimut (+6,36%), ma è andato bene anche Mediaset (+2,14%) e Diasorin (+1,93%). Male ancora Saipem che dopo il crollo di ieri ha ceduto ancora il 2,46%, quasi quanto Parlmalat (-2,45%) e Banca Popolare di Milano che invece ha perso il 2,06%. Probabilmente anche oggi potremo assistere a dei movimenti ondivaghi e privi di direzionalità in quanto gli investitori non sanno ancora come posizionarsi e tenderanno ad attendere le decisioni di Bernanke che si conosceranno solamente nel secondo pomeriggio con i mercati europei chiusi.

Cosa muove il Ftse Mib

Oggi non sono attesi dati macro significativi eccezion fatta per le nuove richieste di mutui ipotecari statunitensi oltre all’oramai consueto appuntamento del mercoledì con il report sulle scorte di petrolio diffuse dal Dipartimento dell’Energia americano. Sicuramente l’appuntamento di rilievo sarà con la Federal Reserve che dovrà comunicare le decisioni mensili in termini di politica monetaria. Salvo sorprese dell’ultima ora i tassi dovrebbero essere lasciati fermi da Ben Bernanke, ma ovviamente i mercati sono molto curiosi di conoscere per quanto tempo ancora continuerà il c.d. piano QE (Quantitative Easing) ossia le compravendite di titoli per un controvalore di circa 70 miliardi di dollari mensili immessi dalla Fed di fatto sui mercati finanziari. Nemmeno in Europa saranno diffusi dati macro di rilievo e qualche sorpresa ci potrebbe essere solo sui titoli petroliferi italiani, tra i quali spicca Saipem che ha perso oltre il 30% nelle ultime due sedute.

Analisi tecnica

Ieri il future sull’indice aveva aperto a 16140 e dopo un minimo a 16105 è arrivato ad avere un massimo a 16325 per poi chiudere a 16203. Laddove il derivato mollasse area 16150/16160 potrebbe approdare fino in area 15950 in prima battuta e poi in area 15600/15300 in seconda battuta. Per spingere il derivato in area 16660 invece è indispensabile la rottura di area 16360/16470. Il derivato al momento appare congestionato, ma questo lascia propendere per una possibile ripresa delle quotazioni in senso positivo.

Suggerimenti operativi

Abbiamo chiuso la strategia aperta in area 36,90 centesimi sul titolo Banca Popolare di Milano una volta che esso ha violato al ribasso il livello di stop profit indicato ieri (38,76 centesimi). Abbiamo preferito prendere profitto sul titolo pur non essendoci stata una rottura confermata in quanto abbiamo anche altre operazioni di rialzo aperte sia sul derivato che sul titolo Buzzi Unicem. Sul derivato consigliamo di alzare lo stop profit in area 16100, mentre su Buzzi Unicem consigliamo di lasciarlo sempre al livello di 12,01 anche se essa dovesse avvenire in intraday. Al momento suggeriamo di non intraprendere posizioni di ribasso sia con il future sull’indice che sui singoli titoli.

Saipem non affonda Piazza Affari

Giornata ieri molto positiva per le principali piazze azionarie europee e per Wall Street con gli indici trascinati al rialzo dai dati sul mercato immobiliare (indice Nahb salito ai massimi degli ultimi sette anni). Francoforte ha messo a segno un rimbalzo dell’1,08%, Parigi dell’1,54%, mentre Londra e Milano sono salite rispettivamente dello 0,35% e dello 0,26%. Piazza Affari è stata tenuta ferma dal crollo verticale di Saipem (-29,19%) in seguito ad un profit warning lanciato dalla società stessa. Saipem ha annunciato infatti che nel 2020 avrà una perdita pari a 350 milioni di euro, rispetto all’utile precedentemente stimato.

Cosa muove il Ftse Mib

Come già detto in precedenza sui listini mondiali sembra essere tornato il sereno, complice anche l’indice manifatturiero New York Empire State Manufacturing essendo andato meglio delle attese (7,84 punti rispetto ad un attesa pari a 0). Oggi ci saranno dati ben più importanti a cominciare dall’indice Zew tedesco (atteso a Giugno intorno ai 38 punti in netto miglioramento rispetto ai 36,4 punti del mese scorso). Poi si guarderà all’indice dell’inflazione americana relativo al mese scorso (atteso in rialzo mensile di 0,2 punti rispetto al calo dello 0,4% registrato nel corso del mese di Aprile). Da seguire inoltre gli aggiornamenti dei dati immobiliari statunitensi con i nuovi cantieri edili attesi in aumento di circa centomila unità, mentre le nuove licenze di costruzione sono attese in calo di circa ventiquattromila unità. Infine sempre negli States è atteso l’indice Redbook delle vendite al dettaglio relative alle prime due settimane del mese in corso. In Italia sarà importante seguire il titolo Saipem (su cui sarà vietato intraprendere operazioni ribassiste di vendita allo scoperto) e il titolo Fiat Auto visto che verranno diffusi i dati sulle vendite di automobili sul mercato europeo registrate nel corso del mese scorso.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice italiano ha aperto a 16080 e dopo un minimo in area 15945 è arrivato a toccare un massimo a 16305 per poi chiudere a 16229. Nell’eventualità il derivato continuasse nella salita sarà fondamentale il superamento di area 16360/16470 per consentire un approdo in area 16660. Laddove il derivato violasse al ribasso area 16150/16160 ci potrebbe essere un primo approdo in area 15950 e poi un secondo in area 15300/15600. Restiamo dell’avviso che il derivato necessita di un rimbalzo tecnico prima di un’eventuale rottura di questi supporti fondamentali.

Suggerimenti operativi

Abbiamo chiuso la strategia ribassista sul titolo Telecom Italia subito dopo l’apertura di ieri in perfetto pareggio. Adesso rimaniamo rialzisti con il derivato sull’indice da area 16030 con stop loss nell’eventualità violasse questo livello in chiusura di giornata e target price in area 16660. Siamo al rialzo poi con ben due titoli: Buzzi Unicem e Banca Popolare di Milano. Sul primo titolo consigliamo di alzare lo stop loss a 12,01 e di porre un target price sopra 12,74, mentre sul secondo titolo consigliamo di lasciare lo stop profit sotto 38,76 centesimi e di inserire un target price in area 42,7 centesimi. Sconsigliamo di aprire al momento strategie ribassiste sia per quanto riguarda i singoli titoli che per quanto riguarda il derivato sull’indice.

Probabile la ripartenza di Piazza Affari dopo una settimana in affanno

La seduta di Venerdì ha regalato un nuovo piccolo rimbalzo per il listino milanese e per gli altri listini continentali, nonostante la chiusura in rosso di Wall Street con il Dow Jones che ha ceduto lo 0,70%. Piazza Affari ha guadagnato lo 0,23% facendo lievemente peggio di Francoforte (+0,4%), ma meglio di Parigi (+0,19%) e Londra (+0,06%). A trainare il listino milanese un nuovo rialzo col botto di Banca Popolare di Milano (+4,68%). Bene anche Pirelli (+3,34%), Fondiaria Sai (+3,24%) e Autogrill (+2,82%), mentre sono andati abbastanza male Ansaldo Sts (-2,53%), A2A (-2,44%) e Ubi Banca (-2,38%). Nonostante i piccoli rimbalzi intervenuti nelle sedute di Giovedì e Venerdì, il bilancio settimanale è stato nettamente negativo con il Ftse Mib che ha perso il 2,43%. La sensazione è che il mercato potrebbe reagire vista la tenuta dei supporti in area 16030/16100, ma sarà difficile un ritorno sui massimi annui nel breve termine. Non è da escludere che ci possa essere solo un rimbalzo nelle prossime due settimane per poi assistere a nuovi affondi forti nei mesi estivi, soprattutto nei mesi di Luglio e Agosto.

Cosa muove il Ftse Mib

Nella giornata di oggi ci saranno solo due aggiornamenti macro da seguire negli States. Sarà importante conoscere i valori dell’indice New York Empire State Manufacturing relativi al mese in corso, atteso in pareggio rispetto al mese di Maggio, ma in recupero rispetto al calo di 1,43 punti subito nel corso del periodo precedente. Atteso anche l’indice Nahb relativo al settore immobiliare, atteso per questo mese a 45 rispetto ai 44 punti del mese scorso. Nel nostro continente si conoscerà solamente il dato relativo alla bilancia commerciale del mese di Aprile. C’è da segnalare inoltre che in Irlanda del Nord ci sarà una importante riunione del G8.

Analisi tecnica

Il derivato sull’indice italiano nel corso dell’ultima seduta della settimana scorsa aveva aperto a 16155 e dopo un minimo a 16010 ha ripreso quota fino a raggiungere un massimo a 16220 per poi chiudere a 16120. Laddove il derivato rompesse con forza area 16160/16290 la prossima resistenza significativa sarebbe posta in direzione di area 16660. Solamente il superamento di quest’area potrebbe spingere le quotazioni in direzione di area 17600/17900 nei pressi dei massimi annui. Nell’ipotesi il derivato corregga sotto area 16100 la prossima zona di supporto è quella già testata Giovedì ossia area 15790/15960. Solo sotto 15790 si aprirebbe lo spazio per una nuova correzione verso area 15300/15600.

Suggerimenti operativi

Siamo al rialzo con il titolo Banca Popolare di Milano da area 36,90 centesimi e con Buzzi Unicem da area 12,14. Suggeriamo per il primo titolo di inserire uno stop profit sotto 38,76 centesimi, mentre per il secondo consigliamo di inserire uno stop loss sotto 11,91 confermato in chiusura di giornata. Con il derivato sull’indice suggeriamo un’entrata “a mercato”, nell’eventualità non fosse stato acquistato a 16030 come da noi indicato nell’articolo di Venerdì con stop sotto 16010 confermato in chiusura di giornata. L’unica strategia ribassista ancora aperta è quella su Telecom Italia, qui suggeriamo uno stop profit in area 0,5460 per evitare di andare in perdita.

Piazza Affari prova il rimbalzo e Banca Popolare di Milano vola.

Le speranze di avere un rimbalzo per il nostro indice si erano affievolite notevolmente nel corso della mattinata di ieri in quanto Tokyo aveva perso durante la notte il 6,35% e per questo le prime ore di contrattazione sono state all’insegna del cardiopalma e dell’alta volatilità. Alla fine dopo continui saliscendi Piazza Affari ha chiuso guadagnando lo 0,58% questa volta facendo meglio di Francoforte (-0,59%), Parigi (+0,11%) e Londra (+0,08%). A traghettare il listino milanese ci pensano i titoli bancari ringalluzziti dall’asta dei Titoli di Stato andata molto meglio delle attese. Il migliore di tutti è stato Banca Popolare di Milano avendo messo a segno un incremento del 4,71% seguito da Fondiaria Sai (+4,06%). Bene anche Parmalat (+3,35%), Mediobanca (+2,90%), Intesa Sanpaolo (+2,56%), Unicredit (+2,50%) e Banca Popolare dell’Emilia Romagna (+2,41%). Tra i titoli peggiori invece troviamo Buzzi Unicem (-2,72%), Atlantia (-1,99%), Mediaset (-1,35%) e Autogrill (-1,34%). Dal nostro punto di vista la tenuta dei supporti in area 16030/16020 in chiusura di giornata dimostra che il nostro indice non ha la forza di affondare nel brevissimo periodo pertanto potremmo assistere ad altre sedute di segno positivo prima di nuovi affondi.

Cosa muove il Ftse Mib

Per oggi sono attesi pochi dati macro sul fronte americano. Si conoscerà in giornata l’andamento dei prezzi alla produzione nel mese scorso che dovrebbero incrementarsi dello 0,1% rispetto al calo dello 0,7% registrato nel corso del mese di Aprile. Nel pomeriggio saranno divulgati i dati sulla Produzione Industriale del mese scorso negli Stati Uniti, prevista in aumento dello 0,3% in netto recupero rispetto al dato di Aprile dove ci fu un calo dello 0,5%. Dulcis in fundo sarà reso noto l’indice Michigan relativo al mese in corso atteso a 84,8 punti rispetto agli 84,5 del mese scorso. Nel nostro continente si saprà il dato definitivo dell’inflazione del mese di maggio previsto in aumento dello 0,1% rispetto al calo dello 0,1% registrato ad Aprile.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice ha aperto in netto gap down a 15835 e dopo aver toccato un minimo a 15760 ha avuto un discreto recupero fino a raggiungere un massimo a 16115 per poi chiudere a 16080. Il primo supporto da monitorare è posto a 16050 che una volta mollato potrebbe portare il future prima a 15880 e poi a 15600/15740. Se invece il derivato trovasse la forza di superare area 16100/16300 la prossima resistenza da monitorare sarà in area 16730.

Suggerimenti operativi

L’alta volatilità potrebbe rappresentare un incentivo per operazioni “mordi e fuggi”. Siamo al rialzo con Banca Popolare di Milano acquistato ieri al superamento di area 36,93 centesimi e con il derivato sull’indice acquistato sopra 16030. Suggeriamo per entrambi uno stop “a pareggio” onde evitare che le posizione aperte generino delle perdite. Siamo al ribasso ancora con il titolo Telecom Italia incapace di superare il livello di 55,1 centesimi dove lo abbiamo venduto allo scoperto (anche qui suggeriamo un livello di stop “a pareggio”). Per il momento sconsigliamo nuove entrate al ribasso sia sul future che sui singoli titoli, mentre potrebbe essere acquistato Buzzi Unicem “a mercato” con stop loss sotto 11,90 confermato in chiusura di giornata.

Milano barcolla, ma non molla l’importante supporto a 16030

Nemmeno una buona asta dei Bot annuali ha permesso al nostro indice di rimbalzare nella giornata di ieri. Ovviamente non è semplice farlo quando quasi tutti gli altri listini mondiali chiudono con il segno negativo, ma gli altri listini non hanno perso quanto il nostro. Piazza Affari ha chiuso in calo dell’1,61%, ma Francoforte ha chiuso perdendo lo 0,96% Londra ha chiuso in ribasso dello 0,64%, mentre Parigi ha chiuso cedendo solo lo 0,44%. Ovviamente nessun altro indice è carico di bancari come il nostro e quando le perdite per questo settore sono forti non si riesce a fare a meno di sottoperformare gli altri mercati. Il titolo peggiore è stato infatti Banco Popolare di Milano che ha ceduto il 4,74%, ma non è andata molto meglio a Banca Monte dei Paschi di Siena (-4,62%), Ubi Banca (-4,08%), Banco Popolare (-3,81%) e Banco Popolare dell’Emilia Romagna (-3,74%). In controtendenza pochi titoli, tra cui Campari (+1,56%), Autogrill (+1,46%), Ansaldo (+1,44%) e Mediaset (+1,37%). La tendenza di medio periodo oramai è impostata al ribasso anche se la tenuta del supporto a 16030 per il derivato lascia aperta la porta ad un rimbalzo tecnico sempre più imminente.

Cosa muove il Ftse Mib

Oggi si conosceranno molti dati sul fronte macroeconomico statunitense. Il più importante di essi sarà senz’altro quello delle richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione attese stabili intorno alle 346000 unità. Sarà importante conoscere anche il dato delle vendite al dettaglio relative al mese scorso visto che sono attese dal mercato con un rialzo dello 0,5% rispetto ad un aumento dello 0,1% registrato nel corso del mese precedente. Infine sempre sul fronte americano si conosceranno l’indice dei prezzi all’importazione (atteso a Maggio con un incremento dello 0,1% rispetto alla flessione dello 0,5% registrata nel mese di Aprile) e le scorte delle imprese ad Aprile attese in aumento dello 0,3% rispetto al mese di Marzo. In Europa non sono attesi invece dati macro significativi.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice aveva aperto a 16240 e dopo un rialzo in direzione di area 16370 ha toccato un minimo a 15980 per poi chiudere a 16035. La tenuta di questo importantissimo supporto potrebbe spingere il derivato prima verso area 16090 e poi verso area 16250. Solo il superamento di quest’ultima area potrebbe portare il derivato in area 16620. Nell’eventualità il derivato dovesse cedere area 16020 si arriverebbe prima in area 15850 e poi dopo in area 15600.

Suggerimenti operativi

Consigliamo di mantenere la strategia rialzista aperta ieri sul derivato dell’indice Ftse Mib acquistato a 16240 e laddove fosse stato già venduto di riacquistarlo con stop loss categorico in area 16020. Rimaniamo anche posizionati al ribasso con il titolo Telecom Italia venduto l’altro giorno a 55,1 centesimi di euro. Per questa strategia suggeriamo un livello di stop a pareggio ed un target price a 51 centesimi. Un titolo che potrebbe essere invece acquistato è Banco Popolare di Milano. Qui suggeriamo un entrata “a mercato” con stop stretto sotto il minimo di ieri a 36,9 centesimi di euro.

Milano reagisce sul supporto a 16100, adesso un rimbalzo potrebbe anche starci

Martedì di sell-off a Piazza Affari e su tutti i principali mercati mondiali. Soprattutto in Europa i crolli sono stati molto pesanti con Milano la peggiore (-1,63%), ma le cose non sono andate molto meglio nelle borse di Francoforte (-1,03%), Londra (- 0,94%) e Parigi (-1,39%). I titoli che hanno ceduto maggiormente sono stati Mediaset (-3,94%), Finmeccanica (-3,75%), Azimut (-3,60%) e Buzzi Unicem (-3,40%) sinonimo che le vendite sono state diffuse un po’ in tutti i comparti. Tra i bancari il peggiore è stato Intesa Sanpaolo (-2,87%) arrivato a cedere oltre 5 punti percentuali nel corso della seduta. In controtendenza solo Autogrill (+1.68%), Parmalat (+0,50%) ed Enel Green Power (+0,18%). Il derivato e l’indice hanno mostrato di reagire bene sul supporto chiave indicato nel corso dell’articolo di ieri ossia area 16100 e riteniamo pertanto possibile una reazione puramente tecnica.

Cosa muove il Ftse Mib

Nella giornata di oggi non saranno attesi dati macroeconomici significativi negli Stati Uniti d’America, eccezion fatta per l’indice settimanale delle richieste di mutui ipotecari. In Europa verranno divulgati i dati sulla Produzione Industriale del mese di Aprile attesa in rialzo dello 0,5% rispetto all’1% precedente. In Germania saranno noti i dati definitivi relativi all’indice di inflazione nel mese scorso visto in rialzo dello 0,4% rispetto ad un calo dello 0,5% relativo al mese di Aprile. Sempre in Germania ci sarà l’asta dei titoli di Stato a 2 anni emessi per un ammontare massimo di 5 miliardi di euro. A Milano saranno da seguire i titoli petroliferi Eni e Saipem in seguito al report sulle scorte di greggio americane diffuso nel corso del pomeriggio.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice italiano ha aperto a 16515 sul massimo di giornata per poi crollare in direzione di 16105 ed infine chiudere a 16250. Adesso la prossima resistenza da monitorare è quella posta in area 16290/16490 che una volta violata potrà portare nuova positività in direzione di area 16640/16730. Solo sopra quest’area ci potrebbe essere un ritorno in area 17300. Al ribasso solo la violazione del supporto in area 16230 potrebbe spingere il derivato in area 16030/16100 la cui tenuta è fondamentale per evitare un crollo più marcato in area 15600.

Suggerimenti operativi

Ieri abbiamo chiuso l’operazione di ribasso sia sul derivato italiano che su Intesa Sanpaolo in quanto per noi sono stati raggiunti i target di discesa. Adesso rimaniamo al ribasso solo con il titolo Telecom Italia venduto a 55,1 centesimi. Suggeriamo di abbassare lo stop loss a 56 centesimi di euro e di chiudere pertanto la posizione laddove questo livello venisse superato in intraday. Adesso potrebbe essere possibile avviare un’operazione di rialzo speculativo all’apertura con stop loss in area 16230. Solamente se ci fosse una chiusura sotto questo livello potrebbe essere raccomandabile chiudere la posizione. Si potrebbe invece aprire una nuova posizione di ribasso solamente nell’eventualità il derivato violasse al ribasso con conferma in chiusura di giornata area 16030 con target in area 15600 e stop sopra 16230.

I bancari affondano Milano

In una giornata finanziaria in cui l’indice Nikkei è salito del 4,94% e il Dax30 tedesco è salito dello 0,64% a Piazza Affari invece sono state le vendite a prevalere. Il nostro listino ha perso infatti lo 0,81%, facendo peggio anche di Londra (-0,18%) e Parigi (-0,21%). Ad affossare il nostro listino quasi tutti i titoli del settore bancario. Banca Monte dei Paschi il peggiore titolo in assoluto (-4,67%), ma non è andata molto meglio a Banca Popolare dell’Emilia Romagna che ha ceduto il 4,39%, a Banco Popolare di Milano (-4,17%), Ubi Banca (-3,41%) e ai due grandi colossi bancari italiani Intesa Sanpaolo (-2,92%) e Unicredit (-1,87%). A pesare sul settore le indicazioni non brillanti provenienti da Societè Generale che ha messo in luce tutte le perplessità sui rialzi messi a segno nei mesi scorsi in presenza di rischi notevoli sul mercato del credito. La banca d’oltralpe ha ricordato che il rimbalzo di Maggio è dovuto principalmente alla diminuzione dello spread tra Btp-Bund, ma visto che i dati macro del nostro Paese sono in netto peggioramento (basti pensare al Pil di quest’anno è stato rivisto in netta contrazione del 2,4%) la qualità del credito sarà destinata con ogni probabilità a deteriorarsi. Alla giornata no dei bancari si sono poi aggiunte anche le performance molto negative di Fiat Auto (-4,67%) e di Telecom Italia (-4,48%).

Cosa muove il Ftse Mib

Oggi è previsto sul fronte statunitense la pubblicazione dell’indice Redbook delle vendite al dettaglio relative alla settimana scorsa nelle più grandi catene di distribuzione americane. Si conosceranno poi le scorte all’ingrosso relative al mese di Aprile attese in rialzo dello 0,2%. Nel nostro continente non sono attesi dati macroeconomici rilevanti, mentre è atteso l’esito dell’asta dei titoli di Stato a 6 mesi in Grecia offerti per un ammontare non superiore a 1,25 miliardi di euro.

Analisi tecnica

Il derivato sull’indice italiano ieri dopo un’apertura a 16665 ha segnato un massimo a 16770 per poi affondare in direzione di 16450 ed infine chiudere a 16557. Nell’eventualità il supporto posto a 16530 cedesse il derivato sarebbe destinato ad approdare in area 16215/16330 e solo una volta mollato questo supporto approderebbe in area 16050/16100. Le resistenze da monitorare sono poste in area 16700/16800 la cui rottura traghetterebbe il derivato in direzione di area 17300. Per il momento propendiamo per la prima ipotesi, ossia quella di un proseguimento del ribasso.

Suggerimenti operativi

Siamo ancora al ribasso con Intesa Sanpaolo venduto in area 1,39 con target price in area 1,309 e con il derivato sull’indice venduto a 16700 con target price a 16100. Come avevamo previsto nell’articolo di ieri era da mettere in preventivo una possibile salita intraday del livello dei prezzi prima del proseguimento dello storno. Un altro titolo che è possibile vendere allo scoperto è Telecom Italia in quanto ha chiuso sotto il livello fondamentale in area 56 centesimi di euro. Suggeriamo di venderlo all’apertura con un target price minimo in area 52 centesimi di euro e stop loss sopra 58 centesimi di euro confermato in chiusura di giornata. Inutile ribadire che sconsigliamo acquisti sia sul derivato che sui singoli titoli in assenza di segnali di inversione di tendenza di medio periodo.

Piazza Affari ancora distante dai supporti, possibili altri crolli nel breve

La settimana borsistica si è conclusa con una seduta positiva per Piazza Affari e per tutte le principali piazze azionarie europee. Venerdì il nostro indice ha guadagnato l’1%, mentre il Cac40 francese è salito dell’1,53%, il Dax30 tedesco dell’1,92% ed il Ftse100 inglese dell’1,20%. A spingere il nostro listino al rialzo sono stati i titoli del settore bancario e del settore automobilistico. Su tutti Mediolanum (+4,41%), Fiat Auto (+3,13%), Autogrill (+3,09%) e Intesa Sanpaolo (+3,01%). Nell’ultima seduta della settimana anche Wall Street ha risposto con una buona intonazione ai rialzi europei con il Dow Jones che si è incrementato dell’1,38%. Nonostante l’ultima seduta settimanale sia stata di segno positivo per il nostro mercato, Piazza Affari ha perso nella prima settimana del mese di Giugno il 3,04% rispetto alla chiusura del mese di Maggio. Il nostro mercato sembra quindi che abbia invertito nel medio periodo la tendenza rialzista partita dal mese di Marzo e sviluppatasi nel corso dei mesi di Aprile e Maggio e ciò è avvenuto dopo quasi due settimane in cui il nostro indice ha sovraperformato gli altri listini mondiali sia quando essi salivano che quando essi scendevano, pertanto potrebbe essere prossima una pesante correzione per il nostro listino.

Cosa muove il Ftse Mib

Per oggi non sono previsti aggiornamenti rilevanti dal punto di vista dei dati macroeconomici soprattutto sul fronte americano. Anche in Europa non sono segnalati dati di rilievo eccezion fatta per la Produzione Industriale francese attesa ad Aprile in rialzo dello 0,2% rispetto al calo dello 0,9% registrato nel corso del mese di Marzo. Importante poi sarà monitorare l’andamento dell’asta dei titoli di Stato tedeschi a 6 mesi visto che è atteso un collocamento massimo di circa 4 miliardi di euro.

Analisi tecnica

Il future sull’indice Ftse Mib Venerdì aveva aperto a 16600 e dopo aver toccato un minimo a 16410 ha reagito fino a raggiungere un massimo a 16745 per poi chiudere a 16692. Dal punto di vista tecnico l’abbandono di area 16620/16500 prima e di 16340 in seconda battuta potrebbe spingere il derivato in area 16050/16100. Solamente una rottura rialzista sopra area 16780/16850 potrebbe spingere il derivato fin verso area 17300 dove più volte è stato respinto.

Suggerimenti operativi

Con il derivato sull’indice siamo al ribasso da Giovedì da area 16700. Raccomandiamo tenere fermo il livello di stop loss in area 16830 solo se esso venisse confermato in chiusura di giornata. Riteniamo infatti che vi possa essere nel corso della giornata un movimento rialzista temporaneo volto a far uscire dal mercato i ribassisti. Il target potrebbe essere spostato in area 16050 dal livello a 16100 indicato Venerdì. Anche per Intesa Sanpaolo raccomandiamo di chiudere la posizione solamente laddove esso chiudesse sopra 1,41. Il target price di questa operazione potrebbe essere posto a 1,309. Un altro titolo che potrebbe essere venduto allo scoperto è Saipem sotto il livello posto in area 19,23 con stop loss sopra 20,91 e target price da individuare ad operazione in corso. Sconsigliamo di acquistare sia i singoli titoli che il derivato soprattutto in presenza di netta debolezza.

Draghi affonda Piazza Affari

Giovedì di vendite ieri a Piazza Affari e in tutti i mercati europei trascinati in netto ribasso dal comparto bancario e soprattutto dalla parole del Governatore della Banca Centrale Europea. L’indice Ftse Mib ha chiuso infatti perdendo il 2,63%, facendo questa volta peggio del Dax30 tedesco (-1,19%), del Cac40 francese (-0,99%) e del Ftse100 inglese (-1,30%). Tra i titoli peggiori Banca Monte dei Paschi di Siena (-8,08%), Fiat Auto (-6,48%), Ubi Banca (-6,16%) e Banco Popolare (-5,23%). Che il crollo di oggi sia imputabile alle parole di Draghi è palese visto che il listino era intorno alla parità prima che prendesse la parola nella consueta conferenza stampa al termine della riunione mensile della Bce che ha deciso per il mese di Giugno di tenere i tassi invariati. Probabilmente il mercato adesso è destinato ad un brusco crollo visto che la tendenza rialzista di medio periodo è stata interrotta come si può ben vedere dal grafico con la rottura della trend-line rialzista partita dal minimo di Marzo.

Cosa muove il Ftse Mib

Ma cosa avrebbe detto Draghi per affondare il nostro mercato azionario? Niente di nuovo sotto al sole, ossia che l’Economia va male ed è destinata ad andare peggio. Infatti la Bce ha abbassato le stime di crescita per l’anno in corso di un decimo di punto percentuale (Pil dell’eurozona atteso in calo dello 0,6% rispetto alla previsione precedente di un calo dello 0,5%). Se la Bce che è sempre stata ottimistica negli anni scorsi taglia le stime di crescita allora vuol dire che la situazione macroeconomica è davvero pietosa e questo ha spinto gli investitori a compiere l’unica scelta possibile: vendere. Oggi è atteso il dato sulla disoccupazione americana prevista al 7,5%, solo un dato molto migliore di questo potrebbe dare un impulso rialzista al mercato avviato verso nuove giornate di panico per le borse mondiali. Un altro dato atteso per la giornata di oggi è l’indice della Produzione Industriale nel mese di Aprile in Germania atteso intorno alla parità rispetto all’incremento dell’1,2% registrato nel corso del mese di Marzo.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice Ftse Mib aveva aperto a 16980 e dopo un massimo a 17055 ha ripiegato fino a toccare un minimo a 16500 per poi chiudere a 16544. Il derivato sembra aver preso decisamente una piega ribassista dopo la rottura di area 16710. I prossimi livelli supportivi adesso sono posti a 16380 la cui violazione dovrebbe portare il derivato in area 16100/16200. Solamente un superamento deciso di area 16700/16830 potrebbe portare il derivato in direzione di area 16930 prima e di 17060 successivamente.

Suggerimenti operativi

Operativamente siamo al ribasso con il titolo Intesa Sanpaolo venduto allo scoperto sotto area 1,39 con stop loss in area 1,41 e target da individuare nelle prossime sedute di contrattazione. Siamo al ribasso anche con il derivato sull’indice da area 16700 con stop loss sopra 16830 e target price in area 16100. Sconsigliamo di acquistare sulla debolezza sia il derivato che i singoli titoli perlomeno fin quando non ci saranno chiari segnali di inversione di tendenza.

Tokio e Wall Street affossano Milano, oggi tocca a Draghi

La salita di Martedì per il no stro indice ha rappresentato il classico “rimbalzo del gatto morto”, ossia un rialzo effimero che precede una brusca correzione. Ieri infatti Piazza Affari ha ceduto lo 0,96% molto meno di Francoforte (-1,20%), Londra (-2,12%) e Parigi (-1,87%). Nella notte c’era stato l’ennesimo tonfo di Tokio che aveva perso tutti i guadagni della vigilia cedendo il 3,83%. Il nostro listino è stato spinto al ribasso dai titoli bancari con Banco Popolare dell’Emilia Romagna che ha ceduto il 3,09% seguito da Mediolanum (-2,76%) e Banco Popolare di Milano che ha ceduto parte dei guadagni realizzati l’altro giorno perdendo il 2,63%. Non è andata ieri molto meglio al mercato americano che ha chiuso in netto ribasso con il Dow Jones che ha ceduto l’1.43% in seguito ai dati macro americani negativi. Nel mese scorso si sono creati infatti negli Stati Uniti meno posti di lavoro rispetto alle attese, 135000 contro un’aspettativa di 157000. Non è andata come le attese nemmeno per la produttività dei primi tre mesi del 2020 salita dello 0,5% contro lo 0,7% delle previsioni. Insomma il sentiment sembra essere piuttosto depresso e solamente un colpo di scena da parte di Draghi nel corso della giornata di oggi potrà dare nuovi impulsi rialzisti ai mercati.

Cosa muove il Ftse Mib

Oggi sono attesi nuovi dati macro americani oltre al duplice appuntamento con la Bank of England e la Banca Centrale Europea le quali dovranno annunciare la loro decisione mensile sui tassi di interesse che dovrebbero comunque rimanere invariati stando alle attese del mercato. Sul fronte americano invece sono attese le richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione (attesi in 345000 rispetto ai 354000 della settimana scorsa).

Analisi tecnica

Il derivato italiano sull’indice Ftse Mib ha aperto a 17030 in gap down e dopo aver segnato un massimo a 17285 si è spinto fino a 16940 per poi chiudere a 16978. Dal punto di vista tecnico il supporto di area 16900 dovrebbe evitare al derivato di finire in area 16700/16800 e solo il cedimento di quest’area potrà innescare un brusco movimento correttivo addirittura fino ad area 15950/16100. Solamente il superamento di area 17060/17260 potrebbe lanciare il derivato fino in area 17900/18000, ma al momento sembra essere uno scenario estremamente ottimistico.

Suggerimenti operativi

Possiamo dire di aver previsto che il mercato non avrebbe sfondato oltre quota 17000 prima di una correzione. Adesso siamo pronti ad entrare al ribasso sul derivato sotto 16700 con target price in area 16100 e stop loss sopra 17260. Per quanto riguarda i singoli titoli riteniamo appetibile vendere allo scoperto Intesa San Paolo sotto 1,39 con stop loss sopra 1,41 laddove violasse al ribasso il primo livello. Telecom Italia potrebbe essere tranquillamente venduto sotto il minimo di ieri realizzato a 55,8 centesimi con stop a 59 centesimi di euro. Sconsigliamo acquisti sul derivato dell’indice. Tra i singoli titoli è possibile acquistare sulla forza Banco Popolare di Milano su rottura di 43,35 centesimi con stop sotto 42 centesimi.

Piazza Affari rimbalza timidamente, ma la tendenza rialzista da segnali di stanchezza

Ieri c’è stato un piccolo rimbalzo per il nostro indice e per le Borse europee dopo due giorni non proprio brillantissimi. In pratica il nostro indice recupera solo un quarto delle perdite accusate nell’ultimo giorno di Maggio e nel primo di Giugno salendo dello 0,45%. Non fanno meglio gli altri indici azionari europei. Il migliore è stato il Ftse100 inglese che ha guadagnato lo 0,51% mentre il Dax30 tedesco e il Cac40 francese sono saliti rispettivamente dello 0,12% e dello 0,13%. Wall Street ha accusato invece un calo con l’indice Dow Jones che ha ceduto lo 0,50%, ciò vorrà dire che la partenza oggi non sarà molto brillante per il nostro mercato e per gli altri listini europei. Il miglior titolo di giornata per il nostro paniere è stato Banco Popolare di Milano che ha guadagnato il 4,68%. Hanno segnato buoni guadagni anche Stmicroelectronics (+4,53%), Fondiaria-Sai (+3,42%) e Azimut (+2,96%), mentre il peggiore è stato Prysmian che ha ceduto il 2,38%..

Cosa muove il Ftse Mib

Il mercato oggi sarà movimentato da molti dati macro sul fronte americano ed europeo. In giornata verrà diffuso l’indice settimanale delle richieste di mutui ipotecari oltre ai dati dei nuovi posti di lavoro creati nel settore privato americano nel mese di Maggio attesi in netto aumento rispetto al mese di Aprile. Sempre quest’oggi in America sarà diffuso il dato finale della produttività non agricola nel corso del primo trimestre del 2020 (le attese sono di un rialzo dello 0,7% in netto recupero rispetto al calo dell’1,9% registrato nell’ultimo trimestre del 2020). Verrà inoltre pubblicato l’indice del costo unitario del lavoro relativo al primo trimestre atteso in aumento dello 0,5% in linea con il dato dell’ultimo trimestre dell’anno scorso. Poi dopo si conoscerà l’indice ISM non manifatturiero relativo al mese scorso previsto a 53,5 punti rispetto al 53,1 del mese di Aprile ed infine verranno diffusi gli ordini alle imprese relativi al mese di Aprile previsti in aumento dell1,4% rispetto al calo del 4% del mese precedente. Nel nostro continente conosceremo la seconda lettura del Prodotto Interno Lordo atteso in calo dello 0,2%, in recupero rispetto al calo dello 0,6% registrato nell’ultimo trimestre dell’anno scorso. Sempre in Europa infine conosceremo il dato definitivo dell’indice PMI dei servizi relativo al mese scorso atteso a 47,5 in lieve aumento rispetto ai 47 punti del mese precedente.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice ha aperto in gap up a 17195 e dopo aver segnato un massimo a 17300 è stato respinto fino a 17090 dove ha segnato un minimo per poi chiudere a 17126. Nell’eventualità area 17110 non dovesse reggere quest’oggi, i prossimi supporti di rilievo saranno posti in area 16800/16960. Solo sotto quest’area si potrebbe avere un movimento direzionale molto forte fino in area 16100. Se invece area 17290/17450 dovesse essere infranta si guarderà ad area 17900 come punto di approdo ideale. Il derivato potrebbe esplodere entro le prossime due sedute in un senso o nell’altro, pertanto si raccomanda la massima prudenza nell’operare.

Iniziato male il mese di Giugno in Borsa

La prima seduta borsistica del mese di Giugno è stata vissuta all’insegna del rosso a Piazza Affari che ha chiuso cedendo lo 0,91% sulla scia del nuovo tonfo di Tokio (-3,72%). Non è andata molto meglio per il Dax30 tedesco che ha chiuso perdendo lo 0,76% e al Cac40 francese che ha perso lo 0,71%, mentre Londra ha chiuso con una perdita molto simile a quella del listino milanese cedendo lo 0,88%. Ieri a Milano è stata un’altra giornata nera per i titoli bancari e per le utilities. I peggiori in assoluto Banco Popolare di Milano (-3,29%) e Telecom Italia che ha chiuso cedendo il 3,17%. Oggi potrebbe ritornare il sereno perlomeno all’apertura sui listini europei in quanto a Wall Street il Dow Jones ha chiuso in netto progresso guadagnano lo 0,92%.

Cosa muove il Ftse Mib

Anche oggi sono segnalati alcuni dati macro di rilievo. Nel pomeriggio è atteso come di consueto l’indice Redbook sulle vendite al dettaglio nelle più grandi catene di distribuzione americane in riferimento ai primi ventotto giorni del mese scorso. Sempre sul versante statunitense è segnalato il dato relativo alla Bilancia Commerciale con riferimento al mese di Aprile (è atteso un saldo negativo di circa 41 miliardi di dollari, in peggioramento rispetto ai 38,8 miliardi di rosso del mese di Marzo). Nel nostro continente verranno pubblicati i dati relativi all’indice dei prezzi alla produzione relativo al mese di Aprile atteso in aumento dello 0,2% rispetto allo 0,7% del mese di Marzo.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice ha aperto in gap down a 17125 e dopo aver toccato un minimo a 17015 ha tentato la via del recupero segnando un massimo a 17305 per poi flettere nuovamente chiudendo a 17103. Adesso i supporti da monitorare sono posti in area 16970/17060 che una volta violati porteranno il derivato in area 16800 prima e a 16100 laddove quest’area supportiva cedesse. Le resistenze fondamentali invece sono poste in area 17300/17370 che una volta infrante porterebbero agevolmente il derivato in area 17900. La congestione di medio periodo permane e solamente una violazione di uno dei due estremi (17050 e 17370) darà una chiara direzionalità al mercato. Nel breve periodo è nettamente probabile una continuazione del ribasso e non è esclusa una rottura di area 16800 che potrebbe far ripiegare il derivato di diversi punti percentuali.

Suggerimenti operativi

Consigliamo di aprire una posizione di ribasso nell’eventualità il derivato sull’indice Ftse Mib violasse area 17015. Al momento preferiamo l’approccio ribassista sia sul derivato che sui titoli principali dell’indice. Monitoriamo pertanto Intesa Sanpaolo che potrebbe essere tranquillamente venduto allo scoperto in caso di violazione confermata di area 1,406/1,41. Un altro titolo che potrebbe essere venduto allo scoperto è Telecom Italia sotto area 0,56/0,561. Nell’eventualità queste condizioni si verificheranno suggeriremo a quel punto gli opportuni stop loss da inserire. Sconsigliamo al momento acquisti sia sui singoli titoli che sul derivato.

Nel mese di Giugno avremo nuovi massimi a Milano?

Il mercato Venerdì ha perso lo 0,79% trascinato al ribasso dalle utilities e dagli industriali, basti pensare che i titoli peggiori in assoluto sono stati Telecom Italia (-5,82%) ed Ansaldo Sts (-4,29%). A scendere lunedì non soltanto Milano, ma anche Parigi (-1,19%), Londra (-1,11%) e Francoforte (-0,61%). Persino Wall Street è andata peggio di Piazza Affari con il Dow Jones che ha chiuso perdendo l’1,36%. Con la chiusura di Venerdì il mercato ha chiuso il mese di Maggio con un segno negativo. Il mese tutto sommato è andato abbastanza bene per il nostro Ftse Mib con un guadagno del 2,66%, ma se si sommano i dividendi staccati le cui cedole complessive equivalgono ad un punto e mezzo percentuale circa si può dire che questo mese sia andato molto meglio rispetto alle attese ed alla stagionalità di periodo (basti pensare al famoso detto americano “sell in May and go away” e di come questa volta sia stato smentito).

Cosa muove il Ftse Mib

Oggi sono attese poche novità dal punto di vista dei dati macro. Negli Stati Uniti d’America sarà reso noto l’indice manifatturiero Ism relativo al mese scorso che dovrebbe segnare 50,5 rispetto a 50,2 relativo al mese di Aprile. Sempre in America sarà divulgato l’indice alle spese per costruzioni relativo al mese di Aprile che dovrebbe segnare un incremento dell’1% in netta ripresa rispetto al calo dell’1,7% realizzato nel corso del mese di Marzo. Nel nostro continente sarà diffuso invece l’indice Pmi manifatturiero definitivo relativo al mese di Maggio previsto a 47,8 in linea con il dato preliminare ed in rialzo rispetto ai 46,7 punti del mese di Aprile. In Germania questo stesso indice dovrebbe corrispondere a 49, mentre in Francia a 45,5.

Analisi tecnica

Il future sul Ftse Mib nell’ultima seduta del mese scorso ha aperto sul massimo di giornata a 17420 per poi ripiegare fino a toccare un minimo a 17110 per chiudere infine a 17232. Nell’eventualità la correzione sia terminata il future dovrà rompere con forza prima area 17250/17380 per poi andare a realizzare nuovi massimi in area 17900/18000. Nell’ipotesi che il mercato sia già partito al ribasso i supporti da monitorare saranno prima quelli posti in area 16800/16960 e poi in area 15950/16100.

Suggerimenti operativi

In questo momento suggeriamo un approccio ribassista rispetto al mercato, per questo consigliamo di vendere il derivato sull’indice sia in caso di arrivo in area 17380 sia su rottura di area 16800. Siamo molto scettici sull’ipotesi di nuovi massimi nel mese di Giugno, ma non ci attendiamo nemmeno dei crolli clamorosi in quanto a fine mese c’è la chiusura del semestre e molti investitori istituzionali potranno sostenere i titoli che hanno in portafoglio e tenderanno a riportare performance roboanti ai loro clienti. Potrebbe essere una valida strategia vendere allo scoperto il titolo Intesa San Paolo sia sotto 1,39 che in caso di approdo in area 1,52/1,54.

WALL STREET SCIVOLA SUL DATO DELL’OCCUPAZIONE

Nonostante settembre sia statisticamente un periodo sfavorevole per le borse americane, la prima settimana del mese si e’ conclusa con gli indici azionari in progresso.

Se, infatti, il Dow Jones (DJIA) ha chiuso la seduta odierna con una perdita dello 0,93%, a 9498 punti, rispetto a venerdi’ scorso l’indice industriale segna un incremento dello 0,87%. La crescita dall’inizio anno e’ del 13,86%.

Con un calo dello 0,55%, il Nasdaq (IXIC) oggi si e’ attestato a quota 1858. L’incremento realizzato rispetto alla settimana scorsa e’ del 2,62% e da inizio 2003 e’ di quasi il 40%. Dai minimi di marzo, l’indice hi-tech ha guadagnato circa il 50%.

I livelli di chiusura raggiunti da Dow Jones e Nasdaq nel corso della settimana sono, rispettivamente, i piu’ elevati dal giugno e marzo del 2002.

I listini azionari sono avanzati per tutte le sedute della settimana, ad eccezione di oggi. A pesare sulla sessione sono intervenute le rinnovate preoccupazioni sul mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione ad agosto e’ sceso al 6,1% dal 6,2% di luglio, ma i posti di lavoro persi sono stati ben 93.000, contro l’aumento di 18.000 unità atteso dagli economisti. Si tratta del settimo calo consecutivo dell’indicatore e della flessione più consistente dal mese di marzo.

I numeri sono l’ennesima conferma che le aziende americane sono ancora restie ad assumere personale, come evidenziato anche dal Beige Book, la relazione bimestrale della Federal Rerserve, e ammesso da Ben Bernanke, membro del board della Banca Centrale Usa.

Bernanke prevede un’accelerazione dell’attivita’ economica nel 2004 e un contestuale miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. Ma nel frattempo, il banchiere centrale non esclude la possibilita’ di un ulteriore taglio dei tassi.

Buone notizie sono pero’ arrivate da altri settori. Il comparto manifatturiero, tra i piu’ colpiti dall’ultima recessione, continua a mostrare segnali di sostanziale crescita. Ad agosto l’indice ISM si e’ attestato a 54,7 punti, contro i 54,0 stimati dal mercato e i 51,8 del mese precedente.

Nel secondo trimestre la produttivita’ americana e’ poi cresciuta del 6,8%, contro il +6,4% stimato dagli economisti. E migliori delle previsioni sono risultati il dato di luglio sugli ordini alle fabbriche, in aumento dell’1,6%, e l’indice ISM dei servizi, che ad agosto e’ salito ai massimi dall’ottobre 1997.

Sul fronte societario, l’interesse degli investitori questa settimana si e’ concentrato soprattutto sui titoli tecnologici. A fare da volano per l’hi-tech ci hanno pensato colossi del calibro di Cisco Systems (CSCO – Nasdaq), forte dei solidi risultati sugli ordinativi di agosto, e Intel (INTC – Nasdaq), con le previsioni incoraggianti sul fatturato del terzo trimestre.

Un’ulteriore spinta e’ arrivata dalle banche d’affari, con i giudizi positivi su
Oracle (ORCL – Nasdaq), Dell (DELL), Siebel Systems (SEBL – Nasdaq), settori software (GSO), hardware, infrastrutture chip e pesa in IT

E ancora dall’hi-tech, la Semiconductor Industry Association ha reso noto che a luglio le vendite globali di chip sono aumentate del 10,5% rispetto allo stesso periodo del 2002. Si tratta del quinto mese consecutivo in rialzo. La SIA prevede ora che la crescita sequenziale del terzo trimestre potrebbe eccedere il 5,9% stimato in precedenza.

Per quanto riguarda la “Old Economy”, in evidenza McDonald’s (MCD – Nyse), con le dichiarazioni ottimistiche del direttore finanziario Matthew Paull, Procter&Gamble (PG), che ha rivisto al rialzo le previsioni sul trimestre in corso, e Wal-Mart (WMT – Nyse), che ad agosto ha realizzato vendite molto superiori alle aspettative.

Tra gli altri temi che hanno movimentato i mercati, il network televisivo NBC, appartenente a General Electric (GE – Nyse), e’ in trattativa esclusiva per l’acquisizione delle attivita’ legate al cinema e alla tv via cavo del colosso francese Vivendi Universal (V – Nyse). Il valore dell’operazione e’ di circa $40 miliardi.

Il procuratore Generale di New York Eliot Spitzer ha avviato un’indagine su presunte irregolarita’ compiute nell’industria dei fondi comuni di investimento e degli hedge fund.

Grazie al consistente rally di oggi, favorito dal dato deludente sull’occupazione, i titoli di Stato americani hanno recuperato le perdite accumulate nel corso delle prime sedute, chiudendo la settimana in netto rialzo. Il rendimento sui Treasury a 10 anni, benchmark della categoria, e’ sceso al 4,35% dal 4,45% di venerdi’ scorso. Rcordiamo che i rendimenti seguono un andamento inverso rispetto ai prezzi.

Le nuove cifre sul mercato del lavoro, infine, hanno avuto effetti positivi anche sull’euro, che nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York e’ a quota $1,1104 sul dollaro. Il cambio tra le due valute alla chiusura di ieri era a $1,092 e venerdi’ scorso a $1,096.

Se vuoi aggiornamenti su WALL STREET SCIVOLA SUL DATO DELL’OCCUPAZIONE inserisci la tua email nel box qui sotto:

Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi di cui alla presente pagina ai sensi dell’informativa sulla privacy.

La tua iscrizione è andata a buon fine. Se vuoi ricevere informazioni personalizzate compila anche i seguenti campi opzionali:

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Opzioni binarie: vero o falso?
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: