Perche la sterlina ha un trend al ribasso

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Perchè la sterlina ha un trend al ribasso

I venti secessionisti che spirano sempre più forti in Scozia hanno fatto perdere valore alla sterlina

Nel mercato delle opzioni binarie del forex,si è assistito in queste ultime sedute, ad un movimento molto direzionale verso il basso della sterlina britannica. Quando si osservano questo tipo di movimenti, è possibile con le opzioni binarie attuare una strategia ribassista così da poter ottenere un guadagno. Il ribasso della valuta inglese in parte era già nell’aria, anche se nelle ultime riunioni della Bank of England si era lasciato intendere che un rialzo dei tassi di riferimento potesse avvenire in maniera anticipata rispetto alla forward guidance salvo poi svilire tali attese nelle comunicazioni successive.
A distanza di giorni ci ritroviamo, senza naturalmente dimenticare tali tematiche, a disquisire di sterlina in rapporto invece alla scottante questione del referendum di indipendenza della Scozia il quale è divenuto via via più permeante man mano che l’ipotesi di una probabile vittoria dei “si” acquista sempre maggiore credito, spiega Davide Marone di Dailyfx. Il gap, in termini di sondaggi naturalmente, tra il “si” all’indipendenza ed il “no” sarebbe infatti ormai risibile e, dal punto di vista delle ripercussioni sui mercati, questo non può che mettere ulteriore forte pressione alla sterlina.

E’ indubbiamente difficile stimare e quantificare cosa possa voler dire in termini reali l’impatto del voto in favore dell’indipendenza, ma se davvero questo scenario dovesse concretizzarsi è molto verosimile che la divisa britannica potrebbe subirne un grave contraccolpo. Un tema reale, tra i tanti, è ad esempio la quota del debito pubblico che la Scozia nominalmente dovrebbe sostenere, piuttosto che la quota rispetto alla produzione di petrolio del Mare del Nord e come queste variabili possano incidere sul deficit commerciale del Regno Unito.

Di conseguenza, e qui torniamo alla Bank of England, il timing per un rialzo dei tassi potrebbe essere differito nel tempo e non di poco in quanto potrebbe rivelarsi non veloce l’”assestamento” dopo l’eventuale scossone del distacco della Scozia. Da controaltare va da sé che è abbastanza auspicabile un clamoroso apprezzamento della sterlina laddove dalle urne del 18 settembre dovesse essere il “no” a vincere. Ma fino a quella data potrebbe essere ancora una buona idea quella di vendere i ritracciamenti di pound contro praticamente tutte le valute.

Gli ETF Short, al ribasso o inversi: cosa sono

Gli ETF “short” o “inversi”, indicati da una di queste due parole accanto al nome dell’emittente, sono adatti per chi scommette su un mercato orso e, a differenza di altri strumenti utilizzati dai professionisti per guadagnare in un mercato in discesa, sono acquistabili da quasi tutte le categorie di investitori.

Possono essere molto efficienti ed efficaci, ma vanno utilizzati in una percentuale coerente con il proprio portafoglio, e coerentemente con le proprie previsioni e strategie, non solo perché magari stanno performando bene. Tuttavia, non è affatto facile – soprattutto per il trader principiante – capire il contesto, le motivazioni e la fase di mercato in cui i fondi short dovrebbero essere inseriti nel proprio portafoglio, pertanto si tratta di strumenti da usare con estrema cautela.

Possono essere usati anche a scopo di “copertura”, per proteggere la componente azionaria del portafoglio sulle resistenze tecniche degli indici azionari, o semplicemente per guadagnare acquistandoli all’inizio di lunghi trend discendenti, un po’ come se applicassimo lo short selling, o “vendita allo scoperto”.

Tuttavia, un ETF short non protegge il vostro portafoglio in un mercato orso. Alcuni trader dilettanti, invece, credono che il possesso di un ETF inverso li aiuti a proteggere il loro portafoglio se vengono colpiti da ulteriori cali del mercato orso. Ciò potrebbe suonare bene in teoria, anche se è meglio pensare a una protezione del portafoglio prima che il mercato sia già crollato del 20% ed il modo migliore per ridurre il rischio è semplicemente quello di vendere per limitare i danni.

In ogni caso, la matematica di come funziona un ETF short è piuttosto diversa da quella che molti dilettanti immaginano, illudendosi di isolare il proprio portafoglio da una recessione prolungata del mercato azionario. Ricordiamo che un ETF short (o ETF inverso) è un fondo quotato in borsa che offre tutti i giorni l’opposto del ritorno del suo benchmark sottostante, spesso un ETF normale esistente. Se, ad esempio, il FTSE MIB scende dell’1% in un giorno, il relativo ETF short aumenterà dell’1%.

Gli ETF short sono ETF con i soliti rischi che ci si aspetta da tali titoli, come ad esempio il rischio di controparte. Ma c’è un problema fondamentale in più che si presenta con gli ETF short, almeno nel modo in cui molti acquirenti disinformati hanno in mente di usarli.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Nell’arco di una giornata, gli ETF short fanno quello che dicono di fare sulla carta, ovvero forniscono l’opposto del ritorno del benchmark. Il problema arriva se si tiene un ETF short per più di un giorno, per non parlare delle settimane o mesi come molti trader prevedono di fare al fine di cercare di compensare eventuali perdite derivanti da un mercato azionario in calo.

Infatti, i rendimenti a lungo termine si discosteranno, in più o in meno, da quello che ci si aspetterebbe semplicemente sommando l’inverso dei rendimenti giornalieri. L’impatto è particolarmente evidente in condizioni di mercato volatili, il che equivale a dire nella maggior parte delle condizioni di mercato, dato che i prezzi raramente salgono o scendono in linea retta per lungo tempo. Tutto questo è abbastanza contro-intuitivo, quindi cerchiamo di illustrarlo con un paio di esempi.

Consideriamo dapprima il caso di un mercato volatile in declino. In questo esempio, come vediamo in tabella, l’indice azionario è diminuito del 5,47%, ma l’ETF short è salito solo del 4,48%. Nel frattempo, l’ETF 2x – cioè con leva 2 x – è cresciuto molto meno, rispetto al guadagno di quasi l’11% che ci si sarebbe potuto aspettare in maniera intuitiva semplicemente raddoppiando il declino dell’indice.

Consideriamo ora il caso di un mercato volatile con trend piatto. Qui vediamo che, come mostrato in tabella, dopo cinque giorni molto volatili, l’indice è tornato esattamente dove era partito. Al contrario, abbiamo perso soldi sull’ETF short e c’è stato un vero e proprio “bagno di sangue” per chi ha investito sull’ETF short con leva 2x. Questo non accade perché questi ETF non funzionano. Essi fanno semplicemente ciò che sono destinati a fare, che è fornire l’opposto del ritorno quotidiano.

Sterlina: nuovo crollo storico con Brexit. I motivi del continuo ribasso

7 Ottobre 2020 – 08:59

La sterlina continua a crollare e segna un nuovo minimo storico. Ecco 3 motivi che spiegano perché la valuta continua la discesa nel post-Brexit.

Sterlina: ecco perché continua a crollare dopo Brexit – La sterlina ha subito nuove ingenti perdite nella sessione asiatica di venerdì ed è crollata di circa il 6% contro il dollaro statunitense a quota 1,18, un nuovo record trentennale che si è aggiunto a quello registrato martedì.

In svolgimento di sessione la sterlina ha comunque recuperato gran parte delle perdite e si è assestata a quota 1,24 dollari statunitensi. Ma perché la sterlina continua a crollare nel post-Brexit?

Nella giornata di giovedì il cambio sterlina-dollaro ha viaggiato intorno a quota 1,26 dollari, mentre i traders continuano ad apparire preoccupati per il futuro dell’economia britannica dopo la Brexit, ossia in seguito alla decisione del Regno Unito di abbandonare l’Unione Europea. Ma per quale motivo la sterlina continua a crollare e a registrare nuovi minimi trentennali?

L’ultimo crollo del genere subito dalla sterlina risale al 1985. Gli analisti sono convinti che la situazione non migliorerà e che la sterlina nel post-Brexit proseguirà il crollo inaugurato il 23 giugno scorso con il referendum che ha sancito il divorzio fra Regno Unito e Unione Europea. Ecco 3 motivi che vanno a spiegare la continua discesa della sterlina nel post-Brexit.

Crollo sterlina, perché? L’aspetto politico

Come abbiamo visto, è stata finalmente formalizzata la data in cui la Brexit diverrà una realtà effettiva. La sterlina, intanto, pare fermamente convinta di proseguire il trend negativo inaugurato a giugno scorso e una delle spiegazioni della discesa della valuta contro il dollaro americano – ma anche contro l’euro – potrebbe riguardare l’aspetto politico.

I commenti del primo ministro britannico circa la data di uscita del Regno Unito dall’UE non hanno fatto altro che peggiorare la critica situazione della sterlina. Al Regno Unito occorreranno due anni a partire da marzo 2020 per uscire dall’UE e i commenti della May hanno accresciuto le preoccupazioni relative al futuro dell’economia britannica. La Brexit, come previsto, avrà un forte impatto sul commercio, sul lavoro, sugli investimenti e sulla domanda dei consumatori britannici. Di fronte a questi pericoli e di fronte ai commenti della May la sterlina è continuata a crollare.

Crollo sterlina, perché? L’aspetto economico e lavorativo

Un altro elemento che sta causando il continuo crollo della sterlina è di natura economica. Il capo del Tesoro britannico, Philip Hammond, ha tentato di rassicurare i dirigenti delle banche di Wall Street ed ha assicurato che il Regno Unito avrà grande cura dei loro interessi nel paese.

In realtà ci sono serie preoccupazioni relative all’esclusione del Regno Unito dai mercati finanziari europei nel post Brexit. La mancata partecipazione del Regno Unito renderebbe il paese un luogo meno attraente per le imprese globali. Per non parlare poi del fatto che la maggioranza dei CEO inglesi sembra pronta a lasciare il paese. Tutti questi timori non fanno altro che ripercuotersi sulla sterlina britannica.

A tali preoccupazioni si aggiungono anche quelle del settore lavorativo. Dagli interni è stata infatti avanzata una proposta volta ad obbligare le aziende britanniche a fornire liste di proscrizione dei lavoratori stranieri. Suddividere i lavoratori in “classi” è un altro degli elementi che contribuirà a rendere il Regno Unito meno attraente per le aziende estere e che sta già contribuendo al crollo della sterlina.

Crollo sterlina, perché? La BoE

La Bank of England ha contribuito a sostenere l’economia U.K. nel periodo immediatamente successivo al voto Brexit, pompando decine di miliardi nel sistema finanziario e tagliando i tassi di interesse al loro minimo storico. Tutto ciò ha inevitabilmente contribuito alla svalutazione della sterlina.

Sono questi i motivi che continuano a determinare il crollo della sterlina e che continueranno a determinare la discesa della valuta anche in futuro, secondo gli analisti.

Iscriviti alla newsletter Analisi dei Mercati

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Opzioni binarie: vero o falso?
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: