Materie prime in calo il prezzo del petrolio

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Prezzo del petrolio in calo: i motivi

11 Febbraio 2020 – 08:40

Il prezzo del petrolio in sofferenza: i motivi che stanno affossando le quotazioni di Brent e Wti in quest nuova settimana

Il prezzo del petrolio è tornato a scambiare in deciso ribasso in questa nuova settimana di contrattazioni.

Ancora una volta a pesare sull’andamento delle quotazioni di Brent e Wti sono state le ultime notizie giunte dagli Stati Uniti, dove l’attività di perforazione ed estrazione del greggio ha ripreso a salire.

Anche le più recenti preoccupazioni legate alla guerra commerciale hanno avuto un impatto sul prezzo del petrolio che, nella mattinata odierna, è arrivato a perdere più dell’1%.

Esattamente come quella del Brent, anche la quotazione del Wti nel corso degli ultimi mesi ha bruciato ampio terreno invertendo il trend rialzista di inizio anno

Prezzo del petrolio: cosa succede negli USA

Le società statunitensi operanti nel settore energetico hanno incrementato il numero di impianti di trivellazione per la seconda volta in tre settimane. A far luce sul nuovo aumento della produzione di greggio è stato un report di Baker Hughes.

Nello specifico, le aziende hanno aggiunto 7 piattaforme nella settimana terminata venerdì 8 febbraio ed hanno suscitato nuovi timori sull’output statunitense, che sta già oscillando su livelli record di 11,9 milioni di barili al giorno.

Il prezzo del petrolio Wti, hanno fatto notare alcuni, è stato influenzato anche dalla chiusura di una raffineria dell’Illinois colpita da un incendio durante il fine settimana appena trascorso.

I dubbi sui tagli OPEC

Sull’andamento delle quotazioni di Brent e Wti hanno pesato anche i dubbi di Igor Sechin, a capo del gigante russo Rosneft, che in una lettera al presidente Vladimir Putin ha definito l’accordo OPEC sui tagli alla produzione una minaccia strategica, un’arma nelle mani degli Stati Uniti.

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L’intesa è nata a dicembre del 2020 ed ha imposto ai produttori interni ed esterni al Cartello di tagliare le proprie quote individuali per frenare il crollo del prezzo del petrolio. L’accordo è stato esteso diverse volte e poi rinnovato a dicembre del 2020 con una nuova ondata di limitazioni.

Nonostante i dubbi dalla Russia, l’OPEC e i suoi alleati torneranno a confrontarsi il 17 e il 18 aprile: in quell’occasione decideranno se rinnovare o meno lo storico patto pensato per riequilibrare il mercato.

Le preoccupazioni economiche

Secondo parte del mercato, anche le preoccupazioni legate alla guerra commerciale hanno nuovamente pesato sul prezzo del petrolio. La Cina è tornata sul mercato dopo le festività legate al capodanno e dopo i proclami di Washington che, secondo i rumors, potrebbe imporre un nuovo ban su alcuni prodotti tech asiatici.

Se le due potenze non riusciranno a trovare un accordo entro il prossimo 1° marzo, la guerra commerciale tornerà ad infiammarsi e i timori in merito continueranno ad influenzare le quotazioni di Brent e Wti.

Il Venezuela

Anche la crisi dello stato latinoamericano che siede sulle maggiori riserve petrolifere del mondo continuerà ad essere attentamente monitorata dal greggio.

“I problemi del Venezuela continuano a supportare i prezzi. Secondo gli ultimi report la PDVSA sta cercando in tutti i modi di assicurarsi mercati per il suo petrolio dopo che gli USA hanno imposto sanzioni addizionali sul Paese”,

hanno fatto notare gli esporti di ANZ bank.

Insomma, le quotazioni stanno attualmente facendo i conti con una serie infinita di elementi da monitorare. Al momento in cui si scrive il prezzo del petrolio Brent sta scambiando in ribasso dello 0,29% su quota $61,92. Il Wti invece sta perdendo più dello 0,9% e sta viaggiando sui $52,26.

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Materie Prime

Segui gli ultimi aggiornamenti sulle materie prime o commodities: le analisi, i movimenti dei prezzi e le notizie geopolitiche che influenzano il loro andamento.

Petrolio, oro, argento, rame, gas naturale e materie prime alimentari: le materie prime fanno spesso parte di un corretto portafoglio di investimenti con l’obiettivo di diversificare il rischio e le opportunità di guadagno.

L’investimento in materie prime richiede un aggiornamento costante sulle ultime news a livello geopolitico e agricolo, due fattori che influenzano fortemente l’andamento delle commoditity a seconda della loro tipologia.

Gli strumenti più utilizzati per seguire sui mercati le materie prime sono i futures, gli ETF e i CFD.

Petrolio in calo: quali sono le cause?

Le materie prime sono il motore principale del nostro pianeta. L’economia globale prevalentemente ruota intorno al valore di queste materie. Il loro valore affetta tutto il mondo, influenzando le nostre decisioni, ma soprattutto il prezzo delle azioni di moltissime società. Queste relazioni tra valore delle azioni e materie prime è fondamentale e molto spesso possono darci informazioni chiare sull’investimento migliore da fare. Esistono moltissime relazioni che posso essere molto utili per trovare il giusto settore su cui investire, come per esempio la relazione tra il prezzo del rame e le PMI cinesi (al salire del prezzo del rame sale anche in valore e il numero delle PMI cinesi). Oppure un altro esempio potrebbe essere la relazione tra petrolio e le società di trasporto. Anche in questo caso quanto il prezzo del petrolio aumenta, la conseguenza è l’aumento del prezzo del carburante e quindi dei costi di trasporto.

Coronavirus e petrolio

Anche le materie prime posso essere influenzate da problemi che affettano la popolazione a livello globale. In questi giorni ad esempio il Coronavirus sta influenzando principalmente l’oro e il greggio. Questo virus per adesso viene definito come una crisi locale che ha colpito “solo” 800 persone. Questo può provocare una grande paura tra la popolazione mondiale e potrebbe portare a una diminuzione dei voli. Di conseguenza questo può provocare una diminuzione della richiesta di carburante da parte delle compagnie aeree. Inoltre per quanto riguarda il petrolio, i dati riguardanti il report settimanale delle scorte del greggio sono diminuite ma non secondo le aspettative. Gli analisti si aspettavano una diminuzione di circa 1 milione di barili mentre in realtà sono diminuite soltanto di 450 mila barili. Un aumento dell’offerta provoca una diminuzione del prezzo per questo bisogna fare attenzione a tutte quelle società che hanno una grande relazione con il petrolio.

Libia VS Coronavirus

In questo momento il prezzo del petrolio è in balia di due influenze diametralmente opposte. La prima come detto in precedenza il coronavirus che sta diminuendo il prezzo del petrolio. D’altra parte c’è la possibilità di collasso della produzione di petrolio in Libia. Questa seconda situazione dovrebbe influenzare il petrolio aumentando in suo valore. Questa situazione in Libia è causata dal blocco dei terminal petroliferi nell’est libico da Khalifa Haftar. In questo momento però il prezzo del petrolio è influenzato maggiormente dal coronavirus che porterà ancora più in basso il prezzo del greggio.

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