La relazione tra le opzioni binarie e il mercato dei derivati

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La relazione tra le opzioni binarie e il mercato dei derivati

Operare in opzioni binarie, significa utilizzare strumenti di investimento che prendono il nome di derivati. Quindi è importante, se non fondamentale conoscere le caratteristiche di questi strumenti.
Quindi andiamo ad approfondire questo tipo di derivati cioè appunto gli strumenti derivati, abbreviati in “derivati”, sono contratti o titoli il cui valore di mercato fa riferimento ad uno o più beni.I derivati sono cioè dei contratti conclusi tra due parti che presumono lo scambio di un titolo il cui valore deriva dalle cosiddette attività sottostanti.

Le attività sottostanti possono quindi essere rappresentate da una serie di beni il cui valore di mercato determina il prezzo del contratto stesso. Tra queste vi possono essere anche altri prodotti finanziari come azioni, titoli, obbligazioni, valute, tassi di interesse e commodities – come il petrolio.

Nei mercati finanziari regolamentati ci sono diverse tipologie di strumenti derivati. I più diffusi sono i futures, le opzioni e gli swap.
Essi vengono soprattutto utilizzati per “comprare rischio o proteggersi dal rischio” e, a seconda della funzione che assumono, si parla in genere di hedging,speculazione e arbitraggio.

Con hedging si definisce la copertura del rischio, ovvero quella funzione in cui i derivati sono utilizzati per trasferire il rischio che è soggiacente ad un certo bene. Con arbitraggio, invece, ci si riferisce all’ utilizzo dei derivati per l’ acquisto di un prodotto su un mercato e la vendita su un altro.

Infine, si usa il termine speculazione per indicare la funzione in cui i derivati vengono utilizzati per acquistare rischio al fine di trarne un profitto. La scommessa sul rischio consiste infatti nell’ acquistare, attraverso un derivato, un titolo ad un prezzo inferiore rispetto a quello che si spera avrà alla scadenza.

La relazione tra le opzioni binarie e il mercato dei derivati

Il prodotti derivati si chiamano in questo modo perché il loro valore deriva dall’andamento del valore di una attività ovvero dal verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente. L’attività, ovvero l’evento, che possono essere di qualsiasi natura o genere, costituiscono il “sottostante” del prodotto derivato.

Tali strumenti sono utilizzati, principalmente, per tre finalità:

  • ridurre il rischio finanziario di un portafoglio preesistente (finalità di copertura o, anche, hedging);
  • assumere esposizioni al rischio al fine di conseguire un profitto (finalità speculativa);
  • conseguire un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul sottostante tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazione (finalità di arbitraggio).

Il problema più complesso dei derivati è, da sempre, quello della determinazione del loro valore o, meglio della sua stima. E’ un aspetto particolarmente importante e, nello stesso tempo, critico, in quanto richiede complesse attività di analisi.

A grandi linee si può dire che il loro valore varia in connessione all’andamento del sottostante, secondo una relazione, propria di ciascun derivato, rappresentata da una funzione matematica.

Le Principali categorie di prodotti derivati

1. Contratti a termine

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Un contratto a termine è un accordo tra due soggetti per la consegna di una determinata quantità di un certo sottostante (attività finanziarie o merci) ad un prezzo (prezzo di consegna) e ad una data (data di scadenza o maturity date) prefissati.

Le variazioni del valore del sottostante determinano il profilo di rischio/rendimento di un contratto a termine, che può essere così riassunto:

  • per l’acquirente del contratto, cioè colui che deve comprare un certo bene ad una certa data e ad un prezzo già fissato nel contratto, il rischio è rappresentato dal deprezzamento del bene. In questo caso, infatti, egli sarebbe comunque costretto a pagare il prezzo già fissato nel contratto per un bene il cui valore di mercato è minore del prezzo da pagare;
  • per il venditore del contratto, al contrario, il rischio è rappresentato dall’apprezzamento del bene.

Le principali tipologie di contratti a termine sono i contratti:

  • forward, che si caratterizzano per il fatto fuori dai mercati regolamentati;
  • futures, negoziati sui mercati regolamentati e, proprio per questo, standardizzati per oggetto, dimensione, scadenza e regole di negoziazione. Alle parti, pertanto, è rimessa solamente la possibilità di definire il prezzo a cui vogliono acquistare o vendere.

Attraverso lo swap due parti si accordano per scambiarsi flussi di pagamenti (anche detti flussi di cassa) a date certe. I pagamenti possono essere espressi nella stessa valuta o in valute differenti ed il loro ammontare è determinato in relazione ad un sottostante. Gli swap sono contratti OTC (over-the-counter) e, quindi, non negoziati su mercati regolamentati.

In base al sottostante si individuano vari tipi di swap. I principali osservati sui mercati finanziari sono:

  • Interest rate swap sono contratti in cui due controparti si scambiano pagamenti periodici di interessi, calcolati su una somma di denaro, detta capitale nozionale di riferimento (notional principal amount), per un periodo di tempo predefinito pari alla durata del contratto. La più diffusa forma di IRS è denominata plain vanilla swap e si caratterizza per il fatto che uno dei due flussi di pagamenti è basato su un tasso di interesse fisso, mentre l’altro è indicizzato a un tasso di interesse variabile. Le variazioni del tasso variabile, rispetto ai livelli ipotizzati al momento della conclusione del contratto, determinano il profilo di rischio/rendimento del prodotto. In particolare, se il tasso variabile risulta superiore alle aspettative, chi è obbligato a pagare il tasso fisso matura un profitto (in quanto, fermo restando i pagamenti a tasso fisso cui è obbligato, riceverà pagamenti a tasso variabile di importo superiore a quanto previsto). Il contrario se il tasso variabile scende.
  • Currency Swap letteralmente “scambio di valute” – sono contratti in cui due parti si scambiano il capitale e gli interessi espressi in una divisa contro capitale e interessi espressi in un’altra divisa.
  • Caratteristica ricorrente dei currency swap è che entrambi i flussi di pagamenti sono a tasso variabile.
  • Asset Swapsono contratti in cui due parti si scambianopagamenti periodici liquidati in relazione ad un titolo obbligazionario (asset) detenuto da una di esse (e non, quindi, come per gli IRS, in relazione ad una semplice somma di denaro).Chi detiene l’obbligazione corrisponde l’interesse connesso all’obbligazione. L’altra parte riceve l’interesse dell’obbligazione e paga un tasso di natura diversa (se l’obbligazione è a tasso fisso pagherà un variabile e viceversa).
  • Credit Default Swap (CDS) – sono contratti in cui un soggetto (c.d. protection buyer), a fronte di pagamenti periodici effettuati a favore della controparte (c.d. protection seller), si protegge dal rischio di credito associato ad un determinato sottostante che può essere costituito da una specifica emissione, da un emittente o da un intero portafoglio di strumenti finanziari. La funzione tipica del contratto è quindi la copertura dei rischi associati ad una determinata attività.

L’opzione è un contratto che attribuisce il diritto, ma non l’obbligo, di comprare (opzione call) o vendere (opzione put) una data quantità di un bene (sottostante) ad un prezzo prefissato (strike price o prezzo di esercizio) entro una certa data (scadenza, o maturità), nel qual caso si parla di opzione americana, o al raggiungimento della stessa, nel qual caso si parla di opzione europea.

Il bene sottostante (che deve essere scambiato su un mercato con quotazioni ufficiali o pubblicamente riconosciute ovvero, nel caso di evento, oggettivamente riscontrabile) può essere:

  • un’attività finanziaria, come azioni, obbligazioni, valute, strumenti finanziari derivati, ecc.;
  • una merce, come petrolio, oro, grano, ecc.;
  • un evento di varia natura.

Nel momento in cui il compratore dell’opzione esercita il diritto, cioè decide di acquistare (call) o vendere (put), il suo ricavo consisterà:

  • nel caso di opzione call, nella differenza tra il prezzo corrente del sottostante (c.d. prezzo spot) e il prezzo di esercizio;
  • nel caso di put, nella differenza tra prezzo di esercizio e prezzo spot.

Assimilabili alle opzioni sono i covered warrant i quali, a differenza delle opzioni che sono contratti, sono titoli che incorporano un’opzione, emessi da banche o imprese di investimento; sono strumenti diffusi anche fra i piccoli risparmiatori

Differenza tra opzioni binarie e opzioni tradizionali

Sebbene le opzioni binarie siano state messe a disposizione degli investitori privati solo da pochi anni, sono già diventate uno strumento finanziario molto popolare. In molti aspetti esse sono ancora simili alle opzioni già note, ma tra le due varianti esistono comunque alcune differenze importanti.

In generale l’utilizzo delle opzioni binarie è decisamente più semplice e quindi esse si prestano ad essere utilizzate anche da chi non avesse ancora alcuna esperienza con il commercio di opzioni. Anche i trader senza esperienza nel settore sapranno comprendere le dinamiche delle opzioni binarie senza difficoltà. Al contrario, le classiche opzioni sono nettamente più complesse e non sono raccomandate ai principianti della finanza.

Le opzioni binarie sono anche note come opzioni digitali. Entrambe le denominazioni alludono al fatto che all’acquisto di simili opzioni si pone una scelta tra non più di due possibilità. Le opzioni binarie più diffuse sono le cosiddette opzioni Call e Put, che impongono all’acquirente di indovinare se il valore del bene di base salirà o calerà. Se la previsione del trader si dimostra esatta allora gli verrà corrisposta la vincita già determinata al momento dell’acquisto. Se invece dovesse dimostrarsi errata, allora il trader recupererà solo una minima parte dell’investimento fatto, o in alcuni casi perderà addirittura tutto il capitale versato.

Il commercio di opzioni binarie si svolge tramite dei broker che si sono specializzati proprio su questo segmento di mercato. Ciò implica che il broker interviene in qualità di market maker e definisce la possibile vincita, mentre il trader stabilisce l’ammontare del prezzo di acquisto. Le opzioni tradizionali, al contrario, vengono scambiate su mercati ufficiali, quali l’EUREX o altri teatri finanziari. Questo significa che è possibile vendere tali prodotti in qualunque momento. Nel caso delle opzioni binarie, invece, sono i broker stessi a offrire la possibilità di un riacquisto anticipato, in modo da confermare le vincite o limitare le perdite. Tale possibilità però non è in vigore presso tutti i broker bensì solo presso alcuni, e inoltre non può essere applicata quando il tempo restante allo scadere fosse meno di un certo limite.

Un’altra importante differenza tra le opzioni classiche e quelle binarie riguarda la relazione con i beni di base. Le vecchie opzioni, al loro scadere, consentono all’investitore di acquisire il bene in questione ad un determinato prezzo, invece le opzioni binarie riguardano essenzialmente solo l’andamento di tale bene. Esso non è acquistabile, ma è solo l’evoluzione del suo valore a determinare se l’opzione avrà portato un qualche guadagno o meno.

In virtù del fatto che le opzioni tradizionali vengono scambiate in borsa, anche il loro valore è soggetto a oscillazioni, ma la possibile perdita a cui l’investitore è esposto è limitata al prezzo d’acquisto: nel peggiore dei casi, alla fine della sua durata l’opzione si rivelerà senza alcun valore. Anche in questo punto i due tipi di opzioni si somigliano.

Per quel che riguarda la vincita, invece, esiste una differenza sostanziale. Sia con le vecchie opzioni che con quelle binarie sono possibili grossi guadagni. Con le opzioni binarie, però, il trader conosce l’ammontare della vincita a cui avrebbe diritto nel caso in cui la sua previsione fosse corretta sin dal momento dell’acquisto. Con le opzioni tradizionali, invece, il valore del guadagno corrisposto dipende dai risultati raggiunti dal loro andamento in borsa. Quando si avvicina il momento della scadenza, le oscillazioni di valore dei beni sottesi si riflettono con ancor più forza che sulle opzioni la cui scadenza è ancora lontana nel tempo.

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Opzioni binarie: vero o falso?
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