La Federal Reserve USA sorprende i mercati

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La Federal Reserve USA sorprende i mercati

Grande lavoro di comunicazione e preparazione da parte della Federal Reserve, il mandato del Governatore in carica Ben Bernanke si conclude con il tanto atteso avvio del tapering che, a discapito di 4 mesi di attese e pronostici, sorprende i mercati. Il piano di acquisti da parte della Fed è stato ridotto da 85 a 75 milioni di $ e sono previste ulteriori manovre correttive che verranno progressivamente annunciate nei futuri meeting della FOMC. Come previsto la manovra di è tradotta in un iniziale apprezzamento del biglietto verde, con un forte ribasso sui principali Stocks USA, ribasso che è stato seguito a nuovi livelli record. A breve distanza dal rilascio delle dichiarazioni, infatti, l’ S&P500 ha visto un forte calo fino a 1,760$ per poi invertire il proprio trend con una spinta rialzista fino a 1,805$ segnando un +1.7%. Stesso scenario su DJ30 che dopo il calo a 15,748$ ha visto acquisti fino a 16,111$ con un +1.8%. Questo è un forte segnale che ci fa capire che al di la dell’effetto notizia, i maggiori investitori hanno accolto la decisione della Fed come un forte segnale di crescita ! e di miglioramento delle condizioni della prima economia mondiale.

Come previsto forti ribassi su EUR\USD che si è portato fino a 1.3648 tonando ai minimi dall’inizio del mese, al momento permane forte volatilità su questo cross che viene scambiato a 1.3678$. Possibilità di ulteriore rialzo in mattinata con prima resistenza a 1.3720 che era fino a questo momento un’importante livello di supporto. Attenzione alle 14:30 al dato sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione USA che se positivo potrebbe creare una nuova spinta rialzista sul $.

Come previsto forti ribassi su EUR\USD che si è portato fino a 1.3648 tonando ai minimi dall’inizio del mese, al momento permane forte volatilità su questo cross che viene scambiato a 1.3678$. Possibilità di ulteriore rialzo in mattinata con prima resistenza a 1.3720 che era fino a questo momento un’importante livello di supporto. Attenzione alle 14:30 al dato sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione USA che se positivo potrebbe creare una nuova spinta rialzista sul $.

Anche USD\JPY come da attese si è portato al livello più alto dall’Ottobre del 2008, 104.35 yen con il Nikkei che ha toccato quota 15,900 yen, record degli ultimi 6 anni! Anche in questo caso la mattinata si è aperta con un forte segnale di ipercomprato ed il cross si trova in fase di ritracciamento post-notizia con supporto a 103.00.

Incredibile invece la reazione al tapering sul cross GBP\USD sul quale ha prevalso ancora una volta la forza di una sterlina inarrestabile in questa fine di anno. Dopo i ritracciamenti delle scorse sedute il pound è stato sorpreso da dati positivi sul mercati del lavoro, con un calo del tasso di disoccupazione a 7.4% inferiore all’atteso 7.6%. Dato che risulta cruciale in quanto si avvicina alla soglia del 7% fissata dalla BoE per un aumento del costo del denaro al momento al minimo storico con un tasso d’interesse a 0.5%. Questi dati hanno dunque prevalso sull’atteso tapering, portando il cross a 1.6481, record dall’Agosto 2020. Questo trend sembra non essere ancora del tutto concluso ed in attesa del dato sulle vendite al dettaglio delle 10:30 è possibile che si verifichi una nuova spinta fino a 1,6390 per poi assistere ad un ritracciamento verso 1.6300 (quota! zione attuale 1.6378).

BITCOIN come previsto ieri ha visto un ulteriore calo fino a 450 $ (il nostro supporto era fissato a 455$), la giornata si apre con il segno + per la valuta virtuale che è quotata al momento 615$ e sembra esserci spazio per un ulteriore spinta fino a 720$.

Fed Sorprende i Mercati, Dollaro Cade Bruscamente

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Mercoledì la Federal Reserve ha sorpreso i mercati annunciando di non avere intenzione di tagliare l’attuale programma di allentamento quantitativo: l’economia americana non ha recuperato abbastanza da soddisfare i membri del FOMC.

Anche le previsioni di crescita per il resto del 2020 e il 2020 hanno subito dei tagli, che Ben Beranke ha collegato alle difficoltà economiche, risultanti dalla stretta politica fiscale. Il mercato era unanimemente convinto che la Fed avrebbe ridotto l’acquisto di bond di 10 miliardi di dollari al mese.

Dopo l’annuncio, lo U.S. Dollar Index ha colpito un minimo su 7 mesi contro un paniere di valute, perdendo l’1,2%, il maggior calo in un solo giorno delle ultime 8 settimane.

Alle 11:18 (JST), a Tokio, la coppia USD/JPY era scivolata ad un minimo di 97,76 yen, minimo su 3 settimane, prima di tornare a 98,24 yen. La coppia EUR/USD, nel mentre, ha raggiunto quota 1,3543$, picco degli ultimi 8 mesi. La coppia AUD/USD è arrivata addirittura a 0,9530$, picco trimestrale, che secondo gli analisti aumenterà la pressione sulla Reserve Bank of Australia, che sperava di tenere debole la propria valuta per cercare di dare una spinta all’economia.

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Nuove Aspettative Fed

I mercati avevano già messo un conto una riduzione, e hanno dovuto correggere il tiro. Gli analisti di valute credono ora che la Fed possa dare inizio al tapering più avanti nel corso dell’anno, e terminarlo a metà 2020. In una nota per i clienti, gli analisti di Barclays hanno detto che le loro aspettative di un aumento degli interessi sono ora state rimandate a metà 2020.

Coronavirus: la Fed sorprende tutti e annuncia maxi taglio dei tassi

3 Marzo 2020 – 16:54

3 Marzo 2020 – 17:01

Con una mossa a sorpresa, la Federal Reserve, la Banca centrale statunitense, ha annunciato di aver ridotto il costo del denaro della prima economia

Nonostante “i fondamentali dell’economia statunitense si confermino forti”, i rischi legati al Coronavirus hanno spinto la Federal Reserve a mettere in campo una mossa sorprendente.

Con due settimane di anticipo rispetto al meeting previsto, oggi la Fed ha annunciato di aver tagliato i tassi di interesse, ritoccando il costo del denaro della prima economia alla luce del fatto che “il Coronavirus espone l’attività economica a rischi crescenti”.

Federal Reserve taglia i tassi: è il ribasso maggiore dal 2008

Alla luce delle crescenti minacce per l’economia USA, il Federal Open Market Committee (FOMC, il braccio operativo della Fed) “con l’obiettivo di massimizzare l’occupazione e la stabilità dei prezzi, oggi ha deciso di ridurre il ‘target range’ per i tassi sui Fed Funds di mezzo punto percentuale all’1-1,25%”.

Oltre che la dimensione della mossa (si tratta della prima riduzione dei tassi statunitensi di 50 punti base dal 2008), a stupire è la tempistica, visto che l’istituto guidato da Jerome Powell ha preferito non attendere il meeting già in calendario per il prossimo 17-18 marzo (quando saranno anche diffuse le nuove proiezioni sull’economia) per intervenire oggi a sorpresa.

Evidentemente le indicazioni in possesso della Banca centrale di Washington hanno suggerito al board della Fed che non c’è altro tempo da perdere. Il taglio dei tassi USA annunciato oggi si somma ai tre, per un totale dello 0,75%, messi in campo nel 2020.

Federal Reserve: ecco chi ha votato a favore del taglio

All’interno del board della Fed, la mossa di ridurre il costo del denaro di mezzo punto percentuale è stata votata a favore dal chairman, Powell, dal vice-presidente John Williams, da Michelle Bowman, da Lael Brainard, da Richard Clarida, da Patrick Harker, da Robert S. Kaplan, da Neel Kashkari, da Loretta Mester e da Randal Quarles.

L’opinione degli analisti

Il FOMC ha deciso di non attendere un deterioramento. Credo che anche loro, come noi, siano coscienti del fatto che nei prossimi giorni potrebbe arrivare notizie allarmanti sulla diffusione del virus”, ha detto Eric Winograd, economista di AllianceBernstein.

“Ovviamente la Fed non è in grado di affrontare il virus tagliando i tassi, ma può sperare di ridurre la risposta negativa dei mercati finanziari che finirebbe per amplificare l’impatto economico del virus”.

Secondo l’esperto, la Fed nel corso del meeting del 17-18 marzo potrebbe annunciare una nuova riduzione dei tassi statunitensi.

Sulla stessa linea il commento di James Knightley, economista di ING: “dubitiamo del fatto che la mossa annunciata oggi possa innescare un balzo della domanda aggregata, ma mettere in campo un taglio dei tassi potrebbe aiutare a mitigare alcune potenziali tensioni nel sistema finanziario e spingere al rialzo la fiducia”.

Le reazioni dei mercati al taglio dei tassi Fed

Dopo la diffusione del comunicato con cui la Federal Reserve ha annunciato di aver tagliato il tasso di interesse statunitense ha immediatamente spinto rialzo Wall Street, dove lo Dow Jones, Nasdaq ed S&P 500 quotano rispettivamente in rialzo dello 0,31, dello 0,5 e dello 0,47 per cento portandosi a 26.785,05, a 8.996,7 ed a 3.104,64 punti.

La Federal Reserve ha accontentato Trump?

Un deciso taglio al costo del denaro da parte della Federal Reserve era stato chiesto a gran voce, tanto per cambiare, questa mattina da Trump.

Alla luce del taglio dei tassi annunciato questa mattina dalla Reserve Bank of Australia, che ha portato il benchmark dallo 0,75 allo 0,5 per cento, Trump, anche questa volta tramite Twitter, aveva sottolineato come gli Stati Uniti, a suo dire, stessero rimanendo indietro.

«La banca centrale australiana ha tagliato i tassi d’interesse ed ha annunciato che molto probabilmente lo farà ancora per affrontare il Coronavirus cinese e il rallentamento (economico, ndr)”.

“Hanno portato il costo del denaro allo 0,5%, un minimo storico. Altri Paesi stanno facendo la stessa cosa, se non di più».

“La nostra Federal Reserve ci fa pagare tassi più alti di molti altri, quando dovremmo pagare di meno. Questo rende la situazione difficile per i nostri esportatori e mette gli Stati Uniti in una posizione di svantaggio competitivo. Dovrebbe essere il contrario. Dovrebbe allentare e fare grossi tagli dei tassi”.

Australia’s Central Bank cut interest rates and stated it will most likely further ease in order to make up for China’s Coronavirus situation and slowdown. They reduced to 0.5%, a record low. Other countries are doing the same thing, if not more so. Our Federal Reserve has us.

. paying higher rates than many others, when we should be paying less. Tough on our exporters and puts the USA at a competitive disadvantage. Must be the other way around. Should ease and cut rate big. Jerome Powell led Federal Reserve has called it wrong from day one. Sad!

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