Imposta di bollo conto deposito titoli [2020] come calcolare

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Imposta di Bollo Deposito Titoli: Cos’è e come calcolarla

Pubblicato: 9 Aprile 2020 – Modificato: 9 Aprile 2020 – di Redazione

Oggi daremo uno sguardo all’imposta di bollo deposito titoli. Cercheremo dunque di capire cos’è e come funziona nel dettaglio.

L’imposta bollo deposito titoli ha avuto un aumento a dir poco incredibile negli ultimi anni, arrivando a quote che superano di gran lunga il 33%. Quindi, conviene investire in Italia all’interno di questo prodotto finanziario? Sulla base di ciò si può anche iniziare a chiedersi come funzioni il calcolo dell’aliquota, e come calcolare e pagare la tassa.

Insomma, possono dunque questi metodi essere considerati un metodo d’investimento affidabile per gli italiani?

Piattaforme per che non applicano l’imposta di bollo

Offriamo subito una risposta ben definita: evitare l’imposta di bollo è possibile. Soprattutto, basterà scegliere Broker certificati (estremamente sicuri!) che non applicano commissioni fisse.

Di seguito una tabella completa, nel corso della nostra guida analizzeremo le due piattaforme migliori.

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Imposta di Bollo Deposito Titoli: Cos’è

Prima di tutto è necessario considerare il fatto che stiamo parlando di uno degli aspetti più odiati in assoluto da parte dei risparmiatori e degli investitori. Ovvero, la tassazione.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento a dir poco incredibile delle commissioni e tasse da pagare. Per questo motivo, è chiaro come la questione degli investimenti in Italia è diventata sempre più un problema preoccupante per tutti gli investitori ed addetti ai lavori.

Case, depositi bancari e postali sono tassati da molto tempo dallo Stato in maniera continuativa. In particolare, l’imposta di bollo sul deposito titoli, introdotta nel 2020 col decreto “Salva Italia” e poi aumentata col tempo, colpisce tutti gli strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, fondi comuni, certificati di deposito, ETF, ecc.) custoditi dagli intermediari finanziari per conto dei loro clienti.

Trattasi quindi si una vera e propria tassa, da molti paragonata ad una Patrimoniale.

In ogni caso, vogliamo precisare che tutte le persone che fanno investimenti finanziari possono decidere di utilizzare strumenti finanziari non soggetti al pagamento di questa imposta. In che modo? Utilizzando le piattaforme di trading con contratti CFD, le quali sono esenti da imposta di bollo sul deposito titoli.

Infatti, esistono delle piattaforme di trading con i CFD che consentono di fare trading online senza troppi problemi. Lo scopriremo nei prossimi paragrafi.

Per adesso, continuiamo con la nostra guida/approfondimento.

Imposta di Bollo Deposito Titoli: Come calcolarla

La tassa sul Deposito Titoli è pari allo 0,20% di tutte le giacenze che si hanno sul proprio conto.

Ecco un esempio concreto: Se nel deposito titoli sono presenti €10.000, oggi l’imposta di bollo sarà pari allo 0,20% di questi 10 mila euro. In breve, si pagherà un’imposta di bollo pari a 20 euro.

Per capire questa imposta, è sufficiente chiamarla come una sorta di mini-patrimoniale, che è possibile calcolare in modalità progressiva secondo le somme che sono state versate. In termini pratici, è sufficiente calcolarla con un’imposta dello 0,20%.

Ecco che per calcolare l’imposta di bollo su deposito titoli è necessario anche considerare che essa è pari al 2/1000 degli importi depositati all’interno del proprio conto deposito titoli. Proseguendo negli anni, a partire dal 2020 in poi, si giunge alla legge di stabilità del 2020, secondo cui l’importo minimo di 34,20 € è stato eliminato per tutti i titolari di un conto deposito al di sotto dei 17.100 euro.

Insomma, ipotizzando un deposito di 10000 con vincolo a 12 mesi, si potrebbe comprendere meglio come l’imposta di bollo sarà pari a 20,00 euro.

Imposta di bollo deposito titoli: Quando pagarla

Adesso che sappiamo a quanto ammonta l’imposta di bollo, possiamo arrivare a conoscere anche quando si paga. L’imposta di bollo deposito titoli si paga alla data di produzione dell’estratto conto (annuale, semestrale, trimestrale o mensile).

Dunque l’imposta è di una cifra che risulta essere pari al 2% annuale (due per mille) dal primo anno di attività in poi e per tutti gli anni successivi. È dunque necessario prendere in considerazione che il tetto massimo è pari a €14.000 ma solo per i soggetti differenti dalle persone fisiche.

Come evitare di pagare l’imposta sul deposito titoli? Possiamo infatti affermare che esiste un metodo per evitare di pagare questa tanto odiata imposta.

Quello che vogliamo dirti è che oggi esiste un metodo, ovvero quello dei CFD, che per altro noi consigliamo a tutti coloro che vogliono operare sui mercati finanziari. I contratti per differenza, consentono di operare senza pagare l’imposta di bollo come anche ti permettono di investire non pagando commissioni di nessun tipo.

Questo per il semplice fatto che le migliori piattaforme di trading online che offrono il servizio di trading CFD non applicano commissioni.

Imposta di Bollo Deposito Titoli: Ecco come è possibile non pagarla

Come anticipato, i Broker che operano sotto la tutela della CONSOB e permettono ai proprio clienti di utilizzare i contratti CFD non sono soggetti al pagamento di questa imposta. In altre parole, il guadagno che otterremo operando su queste piattaforme sarà un guadagno “netto”, senza imposte, balzelli e commissioni di altro tipo.

Di seguito, una panoramica delle migliori piattaforme regolamentate e certificate con le quali operare attraverso i CFD.

eToro

eToro (clicca qui per aprire oggi un conto) è considerato non solo dai trader esperti ma anche dai trader principianti, un ottimo broker di trading CFD, molto apprezzato.

Con sede a Tel Aviv, Israele, eToro è stato fondato nel 2006 da due fratelli, Ronen e Yoni Assia e dal socio David Ring. Per quanto riguarda la supervisione e la regolamentazione, eToro (Europe) Ltd. ha sede a Limassol, Cipro ed è un marchio registrato cipriota società d’investimento o CIF, registrato con il numero HE200585.

eToro ha attualmente più di 5 milioni di utenti in oltre 170 paesi. I clienti della società hanno accesso al commercio di valute, indici, CFD e materie prime. La piattaforma online di eToro attira ogni giorno migliaia di nuovi account come una delle reti di investimento sociale più importanti al mondo.

eToro è la prima piattaforma mondiale di social trading. Questo significa che è possibile copiare, in maniera completamente automatica e ovviamente gratuita, quello che fanno gli altri trader. E’ possibile selezionare facilmente i trader che hanno avuto nel passato le performance migliori. Grazie a questo meccanismo, anche i più inesperti possono cominciare a ottenere da subito buoni profitti finanziari.

Il social trading, inoltre, è perfetto per chi vuole imparare le tecniche di investimento migliori: basta esaminare quello che fanno i campioni del trading. Insomma, si tratta di un Trading Automatico ottimizzato al meglio.

Trade.com

Trade.com è uno dei broker CFD preferiti dai trader di tutta Europa. E’ un broker sicuro, affidabile, estremamente onesto. Operare con Trade.com è gratuito al 100%: zero imposta di bollo sui titoli, zerp commissioni, zero costi fissi. Trade.com offre inoltre un’interfaccia estremamente facile da usare, un conto demo illimitato, gratuito e senza vincoli e soprattutto l’indicatore Trend dei Trader.

L’indicatore Trend dei Trader è un aiuto straordinario per tutti coloro che vogliono fare investimenti finanziari. Per ognuno degli asset su cui è possibile investire con Trade.com (sono migliaia e comprendono azioni, valute, materie prime, criptovalute), è possibile conoscere il sentiment del mercato, cioè se i trader stanno comprando oppure vendendo questo asset.

Grazie a questo indicatore è possibile ottenere un’elevatissima probabilità di chiudere l’operazione in profitto.

Ulteriori motivi di esenzione

A titolo di cronaca, riportiamo anche le seguenti situazioni fiscali che permettono di evitare il pagamento dell’imposta di bollo. Nel dettaglio:

  • Essere in possesso di un conto o libretto intestati ad una Onlus
  • Conti correnti con ISEE inferiore a €8.000
  • Conti correnti con giacenza annuale media non superiore a €5.000

Trattasi quindi di situazioni che non hanno a che vedere con l’attività di investimento o di Trading online puro.

Imposta di Bollo Deposito Titoli: Considerazioni conclusive

Abbiamo scoperto in cosa consiste questa tassa, da molti definita una mini-patrimoniale. Tuttavia, anche anche scoperto la migliore modalità alternativa per investire in modo sicuro e regolamentato senza incappare in costi o commissioni.

Ovviamente, i profitti ottenuti con il trading CFD sono sottoposti comunque a tassazione. Operando con CFD si risparmiano commissioni sull’eseguito (che spesso sono veramente esose) e imposta di bollo sul deposito titoli.

Questi risparmi si uniscono agli altri grandi vantaggi dei CFD: ad esempio, la possibilità di ottenere profitti sia quando il prezzo dell’asset su cui si investe aumenta sia quando diminuisce, alla possibilità di utilizzare la leva finanziaria, alla grande facilità (anche per i principianti).

Insomma, i CFD sono veramente uno dei migliori strumenti che abbiamo a disposizione oggi per investire sui mercati finanziari. Le piattaforme da noi selezionate rappresentano il meglio del mercato per operare con profitto sui mercati finanziari.

Consiste in una tassa che occorre pagare quando si desidera aprire un conto titoli presso la propria banca, al fine di speculare sui mercati.

La tassa sul Deposito Titoli è pari allo 0,20% di tutte le giacenze che si hanno sul proprio conto.

Si è possibile, ricorrendo ai migliori Broker certificati che operano con i contratti CFD gratuiti che non prevedono nessuna imposta.

Operando esclusivamente con i CFD, piattaforme come eToro non applicano nessuna imposta. Anche Investous o Plus500 sono totalmente gratuite.

Imposta di bollo deposito titoli 2020 come si calcola e come non pagare 5

Tra le tante imposte che sarai tenuto a pagare nel corso del nuovo anno ve ne è una che non ha mai suscitato grandi simpatie: l’imposta di bollo sul conto deposito titoli 2020. Ogni investitore è tenuto al pagamento di questa tassa che è, a tutti gli effetti, una imposta sulla tua capacità di trarre profitto. E’ appunto per questo motivo che tanti investitori guardano sempre con rabbia a questa tassa. Malumori o non malumori, dall’imposta di bollo sul conto deposito titoli 2020 non potrai comunque sfuggire e quindi sarai tenuto a pagare questa tassa. Non tutto però è perduto. Ci sono dei metodi perfettamente legali, quindi possibili senza incorrere in sanzioni, che puoi seguire per non pagare l’imposta di bollo sul conto deposito titoli 2020. Si tratta di strategie più che di scappatoie che ti permetteranno di evitare il versamento di questa tassa.

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Quindi, per ricapitolare: l’imposta di bollo sul deposito titoli c’è anche nel 2020 e tutti sono tenuti a pagarla. Tuttavia scegliendo altre strade è possibile non pagare questa imposta. In questo non c’è nulla di illegale, anzi.

Le imposte sul risparmio non piacciano a nessuno ma l’imposta di bollo sul deposito di titoli 2020 è in assoluto tra le più odiate. Non è un caso se nell’analisi delle ricerche la tendenza a sapere come si calcola l’imposta di bollo sul deposito titoli 2020 sia quasi superata dalle ricerche su come è possibile non pagare questa imposta. Se anche tu fai parte di quei lettori che si chiedono come non pagare l’imposta di deposito titoli, questa guida fa per te certamente. Ti invito quindi a leggere molto attentamente tutte le informazioni in essa presenti.

Prima di esaminare i modi attraverso i quali è possibile ridurre il peso del fisco su risparmio e investimenti, ti fornirò le coordinate di quello di cui si parla in questa guida. Primo punto è chiarire cosa si intende con deposito titoli.

Deposito titoli cosa è

Cosa è il conto deposito titoli? Prima di rispondere a questa domanda è utile ricordare che lo strumento di investimento alla base del deposito titoli è il conto deposito. Quest’ultimo è ospite fisso in molte famiglie italiane ed è considerato come uno degli strumenti di investimento più semplici e alla portata di tutti. Il conto deposito è un contratto tra banca e cliente con il quale il cliente deposita cifre sul suo conto in cambio di una remunerazione variabile. Proprio i buoni interessi che molti conti deposito hanno a lungo riconosciuto sono stati alla base del successo di questo prodotto di investimento. Vuoi un esempio concreto di conto deposito? Non posso non citarti il caso di Conto Arancio ING Direct che ha fatto letteralmente scuola. Attenzione a non confondere il conto deposito con il conto corrente. Con il conto deposito, infatti, puoi effettuare solo operazioni di versamento e prelievo mentre non puoi eseguire tutte quelle operazioni proprie del conto corrente come pagare bonifici o prelevare dal bancomat. Logicamente non sono solo queste le caratteristiche di questo strumento di investimento. Per approfondire ti rimando a cos’è il conto deposito.

L’accenno al conto deposito mi è servito solo per aprire il discorso sull’argomento “imposte”. Dal 2020, infatti, per il conto deposito che per il Deposito Titoli l’aliquota fiscale è stata portata al 26%. La stessa legge ha alzato l’imposta di bollo allo 0,2% con l’eliminazione del minimo a 34,20 euro di imposta per alcune specifiche categorie. Se pensi che nel lontano 2020 l’aliquota dal conto deposito e del deposito titoli era del 20% con una imposta di bollo pari allo 0,1%, puoi avere un’idea della portata dell’incremento fiscale. Lascio alla tua curiosità l’approfondimento dell’argomento relativo alle imposte sul conto deposito e passo ora al deposito titoli.

Deposito titoli come funziona

Mentre un conto deposito offre un rendimento grazie ai tassi d’interesse, il deposito titoli consente al cliente di guadagnare dai dividendi o per meglio dire dalla crescita o decrescita delle cedole. Ma come funziona un conto deposito titoli? Concretamente il deposito titoli è un conto di appoggio che è collegato ad un conto corrente vero e proprio. Il deposito titoli è indispensabile se vuoi investire in azioni ma anche obbligazioni, warrant, derivati, quote di fondi e altri prodotti finanziari. Aprendo un deposito titoli presso una qualsiasi banca, l’istituto di appoggio sottoscrive formale impegno a custodire ed amministrare i titoli e gli strumenti finanziari. La banca si impegna anche a ricevere e a dare esecuzione agli ordini di acquisto, vendita, sottoscrizione e rimborso che sono stabiliti dal titolare del conto stesso. Per fartela breve se vuoi giocare in borsa, l’apertura del conto deposito titoli è un passo necessario da compiere. Se sei interessato ad approfondire il discorso ti rimando alla guida su cosa è un deposito titoli.

Imposta di bollo deposito titoli come si calcola

Ed eccoci a parlare di tasse ossia di imposta di bollo sul conto deposito titoli. Come ho già messo in evidenza nel precedente paragrafo, a seguito delle recenti novità legislative, l’imposta è pari allo 0,20% delle giacenze presenti nel conto. Giusto per essere più chiaro se sul tuo conto ci sono titoli per 50mila euro, l’imposta di bollo che dovrai pagare sarà pari a 100 euro. Il fatto che l’imposta di bollo sul deposito titoli somigli a una patrimoniale spiega il motivo per il quale molti investitori italiani cercano continuamente informazioni complete su come si calcola l’imposta di bollo sul deposito titoli.

Per eseguire il calcolo senza sbagliare devi considerare che questa imposta è pari al 2 per mille degli importi che sono depositati all’interno del conto deposito titoli. Logicamente sarà necessario calcolare in una seconda fase anche la tassazione degli interessi. A tal riguardo non dimenticare che le imposte sono fissate al 26% sugli interessi maturati. Conoscere come si calcola l’imposta di bollo sul deposito titoli è essenziale per capire se conviene o meno optare per questa forma di investimento. Tasse e imposte, assieme ai rendimenti, sono tutte variabili che ti consiglio di tenere in debita considerazione. Mi preme darti questo consiglio perchè le novità introdotte dalla Legge di Stabilità hanno determinato un aumento del 33.33% sull’aliquota dell’imposta di bollo. Si tratta di una variazione di non poco conto. Insomma è inutile nascondere che un effetto sui tuoi profitti c’è ed è visibile.

Imposta di bollo conto deposito titoli quando si paga

Accanto alla domanda su come si calcola l’imposta di bollo sul conto titoli, un interrogativo che spesso gli investitori si pongono è quando si deve pagare questa tassa. Sono certo che anche te ti starai chiedono quando si paga l’imposta di bollo sul deposito titoli. In questo paragrafo troverai la risoluzione al tuo quesito. L’imposta di bollo deposito titoli si paga alla data di produzione dell’estratto conto che può essere annuale ma anche semestrale, trimestrale o mensile. Il tetto massimo dell’imposta di bollo è di 14.000 euro solo per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Conoscere quando si paga l’imposta di bollo è essenziale se stai pensando di investire in azioni nel modo classico ossia attivando un conto deposito titoli.

Come non pagare l’imposta di bollo deposito titoli

C’è un modo per non pagare l’imposta di bollo sul conto deposito titoli? La risposta è affermativa e non riguarda nulla di illegale. In altre parole è possibile investire in azioni seguendo strade diverse rispetto al deposito titoli tradizionali e quindi non essere soggetti al pagamento dell’imposta di bollo. Presta bene attenzione a quello che è questo metodo alternativo poichè esso è, sotto un certo punto di vista, ancora più semplice di un investimento tradizionale in borsa. Per investire in azioni senza attivare un deposito titoli non devi fare altro che puntare sul trading di CFD. Se non sai utilizzare questo strumento e hai timore a muovere da solo i primi passi, ti suggerisco di fare la tua prima esperienza con il broker di social trading eToro. Questa piattaforma è la sola che ti permette non solo di fare trading ma anche di copiare i migliori traders.

Imposta di Bollo Deposito Titoli: che cos’è e come non pagarla [2020]

L’imposta di bollo deposito titoli è una nuova tassa introdotta nel con il Decreto Salva Italia, che ha creato a tutti gli effetti una tassazione completamente nuova per gli strumenti finanziari, conti correnti bancari e conti deposito titoli, sotto forma di imposta di bollo. Questa tassa si è “evoluta” numerose volte negli anni. Con l’ultima revisione del 2020, sono state introdotte numerose novità.

In questa guida ci occuperemo di analizzare che cos’è e come funziona l’imposta di bollo deposito titoli, descrivendo come, quando e perché pagarla. Proporremo anche delle alternative per investire, evitando di pagare questa aliquota. Una delle più conosciute è eToro (oltre 10 milioni di utenti), una piattaforma di trading online autorizzata CONSOB, con la quale è possibile investire su azioni, forex e molti altri asset senza commissioni.

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Ci occuperemo di analizzare questa piattaforma più nel dettaglio di seguito. Adesso andiamo subito al punto ed analizziamo l‘imposta di bollo deposito titoli.

Imposta di Bollo Deposito Titoli

Deposito titoli: che cos’è

Un deposito titoli è una soluzione di risparmio che consente all’investitore di ottenere un rendimento attraverso l’investimento in titoli. Il deposito titoli deve essere necessariamente associato ad un conto corrente, ed è una delle soluzioni imprescindibili per chi desidera utilizzare le banche per investire in azioni, derivati, obbligazioni e altri prodotti finanziari.

Il deposito titoli è uno strumento d’investimento che non viene gestito dall’investitore, ma bensì dalla banca. L’istituto di credito si impegna quindi ricevere e dare esecuzione di ordini di acquisto, vendita, sottoscrizione e rimborso.

Prima di iniziare a parlare della tassa applicata al deposito titoli, anticipiamo che esiste la possibilità di evitarne il pagamento, investendo comunque in azioni, materie prime, Forex, ETF ed in tutte le altre asset class. Grazie alle piattaforme di trading online CFD (Contratti per Differenza) non è previsto il pagamento dell’imposta di bollo sul deposito titoli ed è possibile investire con la medesima sicurezza su soluzioni regolamentate ed affidabili.

Queste piattaforme consentono di investire sui medesimi mercati finanziari presenti sui broker bancari, ma con costi di trading estremamente inferiori. Infatti, sulle piattaforme di trading CFD, oltre a non essere previsto il pagamento dell’imposta di bollo deposito titoli, non si pagano neanche le commissioni sull’eseguito.

Le piattaforme d’investimento CFD migliori ed affidabili sono le seguenti:

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Successivamente ci occuperemo di analizzare queste piattaforme una per una. Clicca qui per passare subito alle migliori piattaforme.

Come calcolare nel 2020 l’Imposta di Bollo Deposito Titoli

Dal 2020 ad oggi, i prodotti finanziari sono soggetti ad un’imposta di tipo proporzionale dello 0,20% (in precedenza era dello 0,15%). L’imposta è per tutte quelle persone non soggette ad un obbligo di apertura di un conto di deposito e con un importo minimo pari a 34,20 euro oppure un massimo di 1200 euro (dal 2020 l’importo minimo di 34,20 euro è stato eliminato per tutti i titolari di un conto deposito oppure di un conto deposito titoli inferiore a 17.100 euro).

Ricordiamo inoltre che l’imposta di bollo verrà applicata a tutti gli strumenti finanziari tranne che per i fondi pensione e quelli sanitari. Sono inoltre compresi anche i buoni fruttiferi postali con una soglia di rimborso pari a 5 mila euro.

Vediamo dunque come calcolare l’imposta di bollo deposito titoli. Come abbiamo visto in precedenza, questa tassa è dello 0,20% e viene applicata in base a tutte le giacenze disponibili sul proprio deposito titoli.

Esempio: se il tuo conto deposito titoli ammonta a 200 mila euro, l’imposta di bollo da pagare sarà di 400 euro. Oltre a questa aliquota, è necessario considerare che le imposte sulle plusvalenze (gli interessi maturati) sono pari al 26%. Questa percentuale andrà quindi applicata ad ogni guadagno ottenuto dal proprio investimento.

Quando si paga l’imposta di bollo conto deposito titoli? [2020]

L’imposta di bollo deposito titoli viene pagata ogni qualvolta viene generato l’estratto conto. La frequenza è variabile e dipende da soggetto a soggetto. Solitamente è annuale ma può risultare anche semestrale, trimestrale o mensile.

Chi deve pagare l’Imposta di Bollo Deposito Titoli?

Adesso passiamo ad uno degli argomenti più dibattuti. Il testo della modifica proposta al senato prevede che:

“L’estratto conto o il rendiconto si considerano in ogni caso inviati almeno una volta nel corso dell’anno anche quando non sussiste un obbligo di invio o di redazione. Se gli estratti conto sono inviati periodicamente nel corso dell’anno, l’imposta di bollo dovuta è rapportata al periodo rendicontato. Se il cliente è persona fisica, l’imposta non è dovuta quando il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti e dai libretti è complessivamente non superiore a euro 5.000”.

Su cosa si deve pagare l’Imposta di Bollo Deposito Titoli?

Vediamo dunque insieme su cosa è necessario pagare l’imposta di bollo deposito. L’imponibile della nuova imposta di bollo è sul totale dei prodotti finanziari detenuti presso il medesimo gestore.

In pratica quindi, l’imposta viene pagata su:

  • Conti e certificati di deposito (sia liberi che vincolati presso poste e banche);
  • Sulle azioni ed obbligazioni;
  • Partecipazione al capitale sociale in aziende;
  • Quote dei fondi comuni di investimento mobiliare ed immobiliare;
  • Titoli di stato;
  • ETF;
  • Polizze assicurative (tranne quelle sanitarie)
  • Quote dei fondi pensione;

Imposta di Bollo Deposito Titoli (in parole povere)

Se tutto il testo scritto in precedenza vi è sembrato troppo “complicato da capire”, ecco un riassunto di come funziona la tassazione.

La tassazione, prima di tutto “colpisce” persone fisiche con conti al di sopra dei 5000 euro, ed ammonta a 34,20 “minimo” oppure 1200 euro come massimo.

Dal 2020, l’imposta minima di 34,20 è stata eliminata per tutte le persone titolari di un conto deposito o di un conto deposito titoli più piccolo di 17100 euro.

“L’estratto conto, compresa la comunicazione relativa agli strumenti ed ai prodotti finanziari, anche non soggetti all’obbligo di deposito, si considera in ogni caso inviato almeno una volta nel corso dell’anno nonché alla chiusura del rapporto, anche nel caso in cui non sussista un obbligo di invio. Se le comunicazioni sono inviate periodicamente nel corso dell’anno, l’imposta di bollo dovuta è rapportata al periodo rendicontato”

”L’imposta è sostitutiva di quella dovuta per tutti gli atti e documenti firmati o emessi ovvero ricevuti dalle banche, nonché dagli uffici dell’Ente poste italiane relativi a operazioni e rapporti regolati mediante conto corrente, ovvero relativi al deposito di titoli, indicati nell’articolo 2, nota 2-bis, e negli articoli 9, comma 1, lettera a), 13, commi 1 e 2, e 14. L’estratto conto, compresa la comunicazione relativa agli strumenti ed ai prodotti finanziari, anche non soggetti all’obbligo di deposito, ai depositi di titoli, si considera in ogni caso inviata almeno una volta nel corso dell’anno. Non sono soggetti all’imposta gli estratti dei conti correnti postali che presentino un saldo negativo per tre mesi consecutivi a seguito dell’applicazione della predetta imposta e che siano chiusi d’ufficio. L’imposta è dovuta nella misura minima di euro 34,20 e limitatamente al 2020 snella misura massima di 1.200 euro. Sono comunque esenti i buoni postali fruttiferi di valore di rimborso complessivamente non superiore a euro 5.000.“

Multe e Sanzioni Imposta di Bollo Deposito Titoli

Ci sono delle sanzioni per chi non rispetta la normativa dell’Imposta di Bollo Deposito Titoli? Cerchiamo di capirlo insieme. Non esistono delle vere e proprie sanzioni, in quanto il comma 7 recita:

“Per l’omesso versamento si applica una sanzione pari all’importo non versato”.

Come evitare l’imposta di bollo sul deposito titoli?

Adesso che abbiamo capito che cos’è l’imposta di bollo sul deposito titoli, vediamo come evitare di pagare questa tassa utilizzando piattaforme alternative che consentono di operare su azioni, indici e molto altro ancora.

Come abbiamo visto in precedenza, esiste una tecnologia nata in Inghilterra negli anni 90 chiamata CFD. Consente di investire online (al rialzo oppure al ribasso) senza commissioni e spread bassi e fissi. Questo strumento consente di operare senza pagare l’imposta di bollo, così come di investire senza essere soggetti a commissioni di alcun tipo.

Ciò è possibile perché le piattaforme migliori per fare trading online CFD hanno dei costi di gestione estremamente competitivi. Adesso, vediamo dunque quali sono le migliori piattaforme di trading in assoluto per non pagare l’imposta sul deposito titoli.

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Se si vuole investire in sicurezza, creando un un portafoglio altamente diversificato, la soluzione ideale è quella di eToro. È necessario tenere sempre in grande in considerazione questa piattaforma se si ha intenzione di iniziare con l’esperienza di trading più semplice (grazie alle automazioni ed algoritmi che il team ha introdotto) e sicura (grazie alla regolamentazione europea CySEC).

La piattaforma di eToro è diversa dalle altre, in quanto con essa è possibile ottenere i medesimi guadagni degli utenti più esperti. Questo è possibile grazie alla tecnologia chiamata “Copy-Trading” brevettata da eToro. In pratica, consente di copiare gratuitamente le mosse dei migliori investitori registrati sulla piattaforma, chiamati “Popular Investors”.

Grazie alla tecnologia brevettata di eToro è possibile copiare perfettamente sul proprio conto le mosse degli investitori più capaci. Così facendo i trader che non hanno tempo o le capacità per investire sui mercati possono sia imparare osservando i migliori che ottenere risultati incredibili sin dal primo giorno.

Trovare gli investitori che più guadagnano è molto facile per mezzo del motore di ricerca interno. In questo modo è possibile scegliere gli investitori che ottengono i guadagni maggiori grazie a diversi parametri, tra cui:

  • Rendimento;
  • Rischio;
  • Numero di copiatori;
  • Mercati scambiati;
  • Nazionalità;
  • Numero di followers;
  • Copiatori;
  • Drawdown;

Attraverso la soluzione di questi parametri sarà possibile individuare con grande facilità il trader che si addice di più alle proprie necessità.

Su eToro (clicca qua per visitare il sito ufficiale) sono anche disponibili delle classifiche curate direttamente dalla squadra di eToro. Queste classifiche sono state create appositamente per fornire ai clienti un modo per selezionare velocemente i migliori treader, in base a caratteristiche prestabilite.

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La piattaforma di eToro è gratuita, non ci sono commissioni di alcun tipo e gli spread sono bassi e fissi. È inoltre a disposizione di tutti un conto di trading demo totalmente gratuito, sia per chi desidera fare trading in modalità “classica” manuale oppure per chi preferisce guadagnare in automatico attraverso il sistema di copia. Il conto di trading demo è l’ideale per tutti quelli che vogliono operare online accumulando esperienza e senza rischiare.

Una volta che ci si sentirà pronti sarà sufficiente effettuare un deposito minimo (di soltanto 200 euro) ed utilizzare il conto di trading reale. Tutti i fondi che verranno investiti sul broker possono essere ritirati in qualsiasi istante e sono sempre dell’investitore.

Nota bene: il sistema di copia automatica di eToro è veramente semplice da utilizzare, ma come in ogni investimento è prima di tutto necessario prendere le dovute precauzioni. Investire con eToro non significa fare assolutamente soldi facili. Per investire online è prima di tutto necessario seguire con attenzione delle regole. Se vuoi guadagnare concretamente minimizzando i rischi per esempio, consigliamo di evitare di investire singolarmente su di un trader.

Per chi vuole utilizzare il sistema di copytrading fornito da eToro nel migliore dei modi, il broker consiglia di copiare (come minimo) 4-5 investitori utilizzando strategie diverse tra di loro. Soltanto in questo modo, nel caso in cui un trader non dovesse rispettare le aspettative di rendimento, potrà essere sostituito con altri investitori promettenti senza influenzare l’andamento complessivo del portafoglio.

Ogni popular investor ha un profilo pubblico, il quale contiene i suoi rendimenti e le altre statistiche approfondite circa la sua strategia. Su eToro è anche presente un social network, con il quale è possibile comunicare con gli altri utenti registrati ed iniziare a copiare attraverso un semplice click. Quando si desidera smettere di copiare, sarà sufficiente interrompere la copia premendo un bottone. Clicca qua per iscriverti oggi su eToro, è gratis.

Investous

Investous è una delle piattaforme di trading online più complete, affidabili ed amate dagli investitori. Si tratta di un broker di trading online che consente di investire con i CFD (Contratti per Differenza) su molteplici mercati: azionario, divise, materie prime, ETF, Indici e altro ancora.

Grazie alla tecnologia dei CFD è possibile investire online senza commissioni e senza imposta deposito titoli. Il business model di questa azienda si basa sullo spread (basso e fisso), che è l’unico costo che l’investitore deve sostenere.

Per chi non ha molta esperienza con gli investimenti, 24Option regala un ebook di trading, che consente di capire come funziona la piattaforma e come guadagnare concretamente sui mercati finanziari. L’ebook è gratuito e va dritto al punto, con esempi pratici. Puoi scaricarlo direttamente cliccando qua (anche se non sei cliente Investous).

Investous è una società con sede in Europa, regolamentata CySEC ed autorizzata CONSOB. Con questo broker è possibile investire con il massimo della sicurezza in assoluto. Clicca qui per ottenere un conto gratuito su Investous.

IQ Option

La piattaforma di IQ Option è regolamentata in UE dalla CySEC, ed è ad oggi una delle più famose nell’ambito dei CFD, in quanto consente di investire con una trade minima di 1 euro (e deposito minimo di soli 10) all’interno dei migliori mercati delle azioni, criptovalute, materie prime e molto altro ancora.

Imposta di Bollo: considerazioni finali

Come abbiamo avuto modo di vedere, la differenza principale tra le piattaforme bancarie e le soluzioni d’investimento CFD, sono i costi di trading. Con le piattaforme di trading CFD è possibile investire su tutti i mercati finanziari senza essere soggetti al pagamento dell’imposta di bollo deposito titoli e commissioni.

Ricordiamo infine che per quanto riguarda le plusvalenze ottenute con il trading su piattaforme CFD, è necessario dichiararle (come per tutti gli investimenti online e non) e pagare le tasse in base alle legge. Le piattaforme CFD come Investous, eToro ed IQ Option sono attualmente la migliore soluzione per operare in sicurezza, abbattendo enormemente i costi di trading ed operando con piattaforme sicure, semplici ed affidabili.

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Opzioni binarie: vero o falso?
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