Il dollaro Usa cresce di valore dopo i dati sulla disoccupazione

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Il dollaro sale dopo l’accordo Usa sugli stimoli

25/03/2020 08:15

tempo di lettura

Il dollaro si è rafforzato dopo che i senatori democratici e l’amministrazione del presidente Donald Trump hanno raggiunto un accordo preliminare su un pacchetto di stimoli da circa 2.000 miliardi di dollari per contrastare l’impatto del coronavirus. È improbabile poi che il biglietto verde perda terreno fino a quando l’epidemia non sarà sotto controllo, puntualizza Oliver Allen di Capital Economics.

Nel frattempo la sterlina continua a essere sottovalutata ma potrebbe riguadagnare terreno qualora il Governo inglese adottasse ulteriori misure per limitare l’impatto economico del coronavirus, affermano gli analisti di Ubs Global Wealth Management. La valuta britannica ha del “potenziale di apprezzamento, in particolare nei confronti del dollaro” se Londra dovesse annunciare un nuovo pacchetto di stimoli fiscali in risposta all’epidemia, puntualizzano gli esperti.

Infine in Asia la Banca centrale cinese ha rafforzato lo yuan dello 0,36% contro il dollaro. Nello specifico la PBoC ha fissato il cambio tra il biglietto verde e la valuta di Pechino a 7,0742 rispetto a quota 7,0999 di ieri. (riproduzione riservata)

Il dollaro Usa cresce di valore dopo i dati sulla disoccupazione

Ci si poteva aspettare un fragore assordante da parte dei mercati finanziari nella giornata che ieri non esitavamo a definire storica per via della concomitanza dei due più importanti market mover: le comunicazioni della Banca Centrale Europea e la pubblicazione sui dati del lavoro negli Stati Uniti d’America. L’occasione era di quelle speciali in quanto la coincidenza non ha precedenti per quello che riguarda almeno gli ultimi 7 ed 8 anni. La volatilità invece è stata appena discreta, con dollari generalmente acquistati e Borse ancora ai massimi.

L’evento davvero scontato dai prezzi, e questo lo avevamo ampiamente preannunciato, è stato senza alcun dubbio quello della release sui dati occupazionali degli Stati Uniti. I nuovi posti di lavoro creati nel mese di giugno sono stati di 288mila unità, ben superiore alla forbice 210/215 prevista, con un dato precedente rivisto a 224mila da 217, spiega DailyFx. Il tasso di disoccupazione è nuovamente sceso al +6,1% rispetto alle attese ed al dato precedente di +6,3% con un tasso di partecipazione che si è confermato al 62,8. Questa dunque la fotografia principale dell’aggregato di dati rilasciati ieri dal Department of Labour Statistics, che attesta senza minimi termini la continuità della crescita sul fronte occupazione della più grande economia mondiale, seppur manteniamo più di una perplessità sulla reale sostanza e qualità di questo miglioramento; perplessità peraltro giustificabili non appena si compie un’analisi di natura qualitativa più che quantitativa di quanto trasmesso ieri. Ad ogni modo, la reazione del dollaro americano come da attese si è rivelata positiva: il biglietto verde infatti è stato generalmente acquistato, anche se non sono partiti veri e propri movimenti in grado di superare supporti e resistenze strategici e tali da apportare modifiche strutturali alla lettura dei diversi quadri tecnici dei cambi valutari.

Tassi USA, le nuove previsioni dopo i dati sulla disoccupazione di febbraio

Vediamo le nuove previsioni sui tassi USA dopo la pubblicazione dei dati sulla disoccupazione americana a febbraio.

Il tasso di disoccupazione negli USA è sceso al 5,5% a febbraio dal 5,7% di gennaio. Lo ha comunicato il Dipartimento del Lavoro di Washington, che ha così registrato per il dodicesimo mese di fila una crescita di oltre 200.000 unità, la migliore performance dal 1995, quando la serie del genere si ebbe per 19 mesi consecutivi. In valore assoluto, infatti, il mese scorso sono stati creati 295 mila posti di lavoro non agricoli, dopo i 239.000 di gennaio (rivisti al ribasso di 18.000 unità) e i 329 mila posti creati a dicembre. Negli ultimi 3 mesi, quindi, sono stati creati 863 mila posti di lavoro e nel 2020 ben 3,1 milioni, il dato migliore degli ultimi 15 anni. Le attese degli analisti erano per una discesa del tasso di disoccupazione al 5,6%. APPROFONDISCI – Disoccupazione USA in calo al 5,5%, ma ora Wall Street teme il rialzo dei tassi L’aumento dei salari orari è stato, invece, inferiore alle previsioni: +0,1% su base mensile dal +0,5% di gennaio e sotto il +0,2% atteso. Su base annua, la crescita è stata del 2%, anche in questo caso meno delle previsioni. Un’altra nota stonata riguarda il tasso di partecipazione al lavoro, somma tra il numero degli occupati e quelli alla ricerca di un posto di lavoro: a febbraio è sceso al 62,8% dal 62,9% di gennaio, scendendo al livello più basso dal 1978. In sostanza, la disoccupazione è diminuita il mese scorso sia per l’aumento delle assunzioni che per il calo di coloro che hanno cercato un’occupazione,

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Tassi USA: cosa accadrà?

La lettura dei dati suggerita dall’apertura negativa di Wall Street indica che gli operatori ritengono che la ripresa dell’economia americana appaia così solida da avvicinare l’appuntamento degli USA con il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. In audizione al Senato USA, il governatore Janet Yellen ha spiegato nei giorni scorsi di non avere captato una sufficiente crescita dei salari, lasciando intendere che la stretta monetaria a breve non sarebbe del tutto scontata, nonostante l’indubbio miglioramento del mercato del lavoro. In effetti, dalla sua il governatore potrebbe citare al board di metà mese proprio la debole lettura dei salari, i quali crescendo poco, metterebbero a rischio l’obiettivo di un’inflazione al 2%. APPROFONDISCI – Tassi Fed, cosa cambia dopo le parole di Yellen al Congresso USA Tuttavia, grosse imprese come Wal-Mart hanno già annunciato un aumento dei salari, ora che i disoccupati sono sempre di meno e la concorrenza tra le aziende per trovare un lavoratore cresce. Entro aprile alzerà il salario orario dei suoi 500.000 dipendenti a 9 dollari l’ora ed entro il febbraio 2020 a 10 dollari. Al contempo, sempre la Yellen avrà due altre ragioni per non eliminare dal comunicato della Fed il termine “paziente”, relativamente alla tempistica sull’avvio della stretta: per il 33-esimo mese di fila, gli USA non sono riusciti a centrare l’obiettivo dell’inflazione al 2%; il tasso di partecipazione al lavoro appare in costante calo e ai minimi degli ultimi 37 anni. Sappiamo già che il governatore non usa il solo tasso di disoccupazione per decidere sui tassi, bensì un paniere di dati, compresi l’occupazione, i salari orari e la percentuale di lavoratori part-time involontari, ossia di quanti siano costretti ad accettare un’occupazione a tempo parziale, nonostante vogliano lavorare a tempo pieno. Per concludere, i dati positivi di oggi rappresentano un passo in avanti per attenderci un rialzo dei tassi a giugno, ma commetteremmo un errore di analisi, se non tenessimo conto delle indicazioni fornite dalla Yellen sin dal suo debutto come governatore esattamente un anno fa. La stretta monetaria si avvicina, ma non è scontato che avvenga a giugno. APPROFONDISCI – Tassi USA, arrivano segnali di una stretta a giugno. Ecco le ultimissime novità

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Opzioni binarie: vero o falso?
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: