I dati raccontano la recessione dell’UE

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I dati raccontano la recessione dell’UE

La contrazione dell’economia europea sembra rallentata ma la fine del tunnel della crisi sembra ancora lontana. I messaggi che arrivano dal quadro di novembre sono positivi ma è probabile che, visti i rialzi così contenuti degli indici, la recessione continui anche nel 2020.

Il quarto trimestre dell’anno dovrebbe concludersi ancora con una lieve recessione ma la corsa sul piano inclinato sembra rallentata e questo è positivo per tutti i paesi dell’UE che sviluppano gran parte del loro business nei confini dell’Eurozona.

L’indice PMI dell’UE che tiene il polso delle transazioni aziendali ha fatto un leggero passo in avanti dal 45,7 al 46,5 per cento nel mese di novembre. Molto meglio di quanto avevano previsto gli analisti ma non si può dire di essere fuori dalla crisi, anzi.

E’ probabile che questi dati restino immutati nel primo trimestre del 2020, visto che i consumatori non accennano ad aumentare la domanda di servizi, le imprese, da parte loro, sono sfiduciate nei riguardi del futuro e in generale le transazioni globali sono diminuite.

Il fatto che la recessione sia ancora nell’aria si nota anche dall’analisi del PMI di Francia, Spagna, Italia e Germania, al di sotto della soglia del 50 per cento. Questi dati indicano la persistenza della recessione. Un segnale positivo arriva soltanto dall’Irlanda che ha raggiunto un PMI del 55,3 per cento.

Tag: PMI

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Conte annuncia la recessione: “Da dati Istat mi aspetto nuova contrazione del Pil. Ma recupereremo”

Ci sono tutti gli elementi per sperare in un riscatto. Governo lavora seriamente su autonomia delle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna salvaguardando la coesione nazionale e sociale

di Tiziana Di Giovannandrea 30 gennaio 2020 Un Presidente del Consiglio molto fiducioso sulla ripresa dell’economia italiana e sulle capacità intrinseche del ‘Sistema Italia’ ha parlato all’auditorio degli imprenditori dell’Assolombarda a Milano.

“Se nella prima fase e nei primi mesi di quest’anno stenteremo, ci sono tutti gli elementi per sperare in un riscatto, di ripartire con il nostro entusiasmo, soprattutto nel secondo semestre, lo dice anche il Fondo Monetario” ha detto il premier Giuseppe Conte. “Abbiamo – ha aggiunto al Consiglio Generale di Assolombarda – un’economia che crescerà, dobbiamo lavorare insieme e progettare gli strumenti perché questa economia cresca in modo duraturo”.

Pil, diamo per scontata una nuova contrazione IV trimestre
“Domani mattina verrà fuori una nuova certificazione Istat sul Pil del quarto trimestre e diamo per scontata una nuova contrazione del Pil” ha poi detto il premier Conte “Questi dati congiunturali ci fanno pensare “, ha continuato spiegando che comunque “a me non preoccupa tanto l’export”, e sostenendo che il calo del Pil legato alle esportazioni “lo recuperiamo quando la guerra dei dazi terminerà”. Infatti, per il presidente del Consiglio, “quando Usa e Cina troveranno un accordo, noi ripartiremo subito” con le esportazioni. Fine della guerra commerciale tra Usa e Cina che secondo Conte ci sarà a breve: “Ragionevolmente questa guerra non potrà continuare a lungo” mentre a livello interno una necessità urgente è quella di far ripartire il settore dell’edilizia.
D’altro canto Giuseppe Conte, nel suo primo G7, da presidente del Consiglio italiano, si trovò al centro della guerra dei dazi e fece presente a tutti i partecipanti al consesso che una guerra commerciale non avrebbe portato benefici. Conte si è detto sicuro ad Assolombarda che “Abbiamo una economia che crescerà. Dobbiamo lavorare insieme, progettare gli strumenti per far crescere l’economia in modo robusto e duraturo”.

Congiunturali sfavorevoli non dipendono da noi
“Abbiamo dati congiunturali che non sono favorevoli, non dobbiamo girare la testa dall’altra parte. Il dato positivo è che non dipendono da noi: sono dati congiunturali dovuti a fattori esterni, alla Cina e alla Germania, che è il nostro primo Paese per l’export”.

Senza imprese dove andiamo?
“Dire che consideriamo le imprese un nemico o un ingombro è quanto di più sbagliato possibile” ha proseguito il premier evidenziando che il governo vuole rilanciare il settore produttivo. “Noi non siamo nemici delle imprese, senza dove andiamo? Vogliamo ridurre il divario di produttività rispetto ad altri Paesi, che è ancora alto”. “Senza entusiasmo e senza ottimismo, credo che non fareste più gli imprenditori e ve ne stareste a casa – ha continuato -. Il governo ha tanto entusiasmo, perché la voglia di riscatto è un tema anche etico, politico e morale” e “abbiamo ancora un fattore importante di consenso popolare che ci responsabilizza. Sarebbe un peccato, con un consenso così alto, non lavorare con energia per rilanciare questo Paese”.

Manovra, ci ha portati vicino a zona pericolosa
“Con la manovra ci siamo spinti un po’ oltre, ci ha portato vicino a una zona pericolosa, ma siamo riusciti a evitare una procedura di infrazione. Quel periodo ormai è alle spalle e adesso serve un periodo di sperimentazione su cui dobbiamo confrontarci”. ha poi affermato il premier, Giuseppe Conte, parlando al Consiglio generale di Assolombarda Milano, Monza e Brianza.

Bonomi a Conte: autonomia rafforzata per Milano e Lombardia
L’autonomia rafforzata per Milano e la Lombardia è una “questione enormemente rilevante”, secondo il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, che lo ha sottoposto all’attenzione del premier Giuseppe Conte nell’inconto di Milano. “E’ una scelta – ha proseguito – alla quale le nostre imprese tengono molto”. “Se valutiamo il rapporto esistente tra le grandi aree metropolitane e la capacità di produrre ricchezza del Paese di appartenenza – ha sottolineato Bonomi – ci rendiamo conto che l’economia globalizzata non è in realtà una competizione tra sistemi nazionali, ma è fortemente ‘metropoli-centrica’ e ‘territorio-centrica’. Per questo pensiamo che Milano e la Lombardia abbiano pieno diritto ad ambire a un riconoscimento di autonomia del tutto paragonabile a quello che caratterizza nei rispettivi Paesi le aree in cui insistono Londra e Berlino, Amburgo e Madrid, San Pietroburgo e Vienna, Amsterdam e Bruxelles”. “Ora – ha sottolineato il presidente di Assolombarda – il Governo deve compiere una scelta. Il modello attuativo dell’autonomia che serve ai nostri territori non c’entra nulla con la secessione. E neppure con presunte sottrazioni di risorse a danno del Sud Italia”.

Governo lavora seriamente su autonomia delle Regioni
Il governo lavora “seriamente” sull’ autonomia delle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna ma deve “salvaguardare la coesione nazionale e sociale” ha evidenziato il premier Conte, agli imprenditori in Assolombarda e ricordando che la questione è nel contratto di governo. “C’è un problema – ha spiegato – dobbiamo stare attenti che su passaggi e competenze strategiche a livello nazionale ci sia la possibilità di conservare una visione strategica e un’efficacia operativa”. Conte ha poi ricordato l’impegno di incontrare il 15 febbraio prossimo i presidenti di Regione coinvolti nel progetto di autonomia.

Fonti Palazzo Chigi: “Dati negativi colpa fallimenti passato”
“La nostra manovra è entrata in vigore meno di un mese fa. Quindi i possibili dati negativi sono il frutto di politiche economiche scellerate degli anni passati e di dati congiunturali non favorevoli”. E’ quanto sottolineano fonti di governo. “Reddito di Cittadinanza e Quota 100 produrranno i loro effetti a partire da aprile. È evidente a chiunque che la recessione tecnica del terzo e quarto trimestre 2020 è il risultato dei fallimenti del passato. Noi siamo qui per invertire la rotta, e lo stiamo facendo”.

Padoan: da Palazzo Chigi dichiarazioni infami e ignoranti
“Quelle di Palazzo Chigi sul Pil sono dichiarazioni infami e ignoranti”. Lo dichiara Pier Carlo Padoan, ex ministro e deputato del Pd, a proposito dei commenti fatti filtrare dal governo sul Pil del quarto trimestre. “I dati parlano chiaro. L’andamento negativo è cominciato con la nuova maggioranza e con l’impatto dello spread”, conclude.

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